E` detto liberato in vita colui che non percepisce un io nel corpo o nei sensi, e non percepisce un altro da sé in alcuna cosa. Costui, grazie alla propria capacità di discriminare non percepisce differenza tra sé e l'Assoluto, né tra l'Assoluto e l'universo. E` riverito dai buoni ovvero disprezzato dai malvagi, e la sua equanimità rifulge intatta. Chi ha compreso la vera realtà dell'Assoluto non è più soggetto a rinascita. Se così fosse, significherebbe che la sua pretesa conoscenza dell'Assoluto è puramente esteriore.
Adhyatmopanisad II 45-48
CI SI VEDE OGNI TANTO
Forse più per ricordarci
che ci siamo.
Il come poco importa,
giri lo sguardo,
caleidoscopio di maschere,
colori appiccicati - più o meno posticci -
in feste di labiali, talvolta la parola dice.
Ci si vede ogni tanto…
Marco Saya