Istanti Infiniti...

A te si giunge solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

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Background Music:
"Cold Blue at REDCAT"
by Sarah Cahill


mercoledì, dicembre 31, 2008

Sarà solo una questione di numeri
scissi in elementi più semplici,
meno nobili. Separare il corpo
conduttore, trattenere solo il plasma,
declinarlo al vocativo
naturale, chimicamente
ridursi all'essenziale.

Mary Barbara Tolusso
postato da: camozzi alle ore 22:48 | link | commenti
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domenica, dicembre 28, 2008

Gli abiti di Li Xiaofeng

27 dicembre 2008 

abiti scultura by Li Xiaofeng

L’artista cinese Li Xiaofeng utilizza ceramiche antiche provenienti dal suo Paese per realizzare degli splendidi abiti scultura.

Questi abiti sono costituiti da frammenti di set di porcellana delle storiche dinastie song, ming, yuan e qing, le quali vengono assemblate assieme con una logica estetica molto precisa.

Il risultato è poetico e sicuramente molto originale.

Via | le zebre bleu

postato da: camozzi alle ore 12:23 | link | commenti (1)
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giovedì, dicembre 25, 2008

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

MERRY CHRISTMAS AND A HAPPY NEW YEAR

JOYEUX NOEL ET BONNE ANNÉE
 
FELIZ NAVIDAD Y PRÓSPERO AÑO NUEVO

FROHE WEIHNACHTEN UND EIN GUTES NEUES JAHR


Christmas Ornaments by Karin  Lau
foto di Karin Lau
postato da: camozzi alle ore 21:03 | link | commenti
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sabato, dicembre 20, 2008

Ciò che andrebbe fatto non viene fatto, ciò che non andrebbe fatto viene fatto,
così aumenta il bagaglio karmico degli arroganti e dei disattenti.

Dhammapada, 293
postato da: Humac alle ore 11:05 | link | commenti
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Drawn on the horizon da te.
Drawn on the horizon - foto di maria cecilia camozzi
postato da: camozzi alle ore 09:30 | link | commenti (2)
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mercoledì, dicembre 17, 2008

'Non usate la nostra musica'
E' una sorta di «diritto d' autore» morale, non potete usare le nostre parole, i nostri ritmi, a fini di tortura.

Bruce Springsteen che canta una delle sue canzoni più belle, Born in the Usa.
Freddie Mercury, l' indimenticato cantante dei Queen, che si sgola con il loro inno, We will rock you.
E poi tanti altri successi, dal rock al pop, dall' heavy metal al rap. E' l' hit parade della tortura. Sono i brani suonati a tutto volume, 24 ore su 24, con gigantesche casse acustiche, nelle prigioni speciali americane, a Guantanamo, in Iraq, in Afghanistan.

Solo che adesso gli artisti di questa speciale graduatoria non ci stanno più, e lanciano una protesta internazionale per impedire al governo degli Stati Uniti di usare la loro musica per fare parlare, ma più spesso col solo risultato di fare impazzire, i detenuti sospettati di terrorismo.

Nel 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo, un gruppo di musicisti prevalentemente americani e britannici ha firmato un manifesto con cui intimano a Washington di interrompere una simile forma di tortura.

E' una sorta di «diritto d' autore» morale, quello che vogliono far valere, dicendo in sostanza alla Casa Bianca di Bush (ancora per poco) e di Obama (dal 20 gennaio prossimo, che peraltro ha già segnalato l' intenzione di chiudere Guantanamo): non potete usare le nostre parole, i nostri ritmi, a fini di tortura. La lista dei firmatari, aperta da Springsteen, include Massive Attack, Elbow, Tom Morello dei Rage against the Machine, James Lavelle degli Unkle, Matthew Herbert, i Magic Numbers, Bill Bailey ed altri.

Potrebbe allungarsi con i nomi di altri cantanti e gruppi la cui musica viene abitualmente impiegata come metodo di tortura, tra cui gli Aerosmith, Britney Spears, Christina Aguilera, Lil' Kim, Limp Bizkit, Meat Loaf, Red Hot Chili Pepper e Tupac Shakur.
I carcerieri «disc-jockey» dimostrano una predilezione per la metallica, il cui ritmo ossessivo si presta bene ai loro scopi, ma scelgono anche motivi più classici.

La campagna, chiamata ZerodB, è sponsorizzata da Reprieve, l' associazione britannica per la difesa dei diritti umani che difende più di trenta detenuti di Guantanamo, molti dei quali, così come altri tenuti prigionieri dagli Usa in località segrete, hanno più volte riportato, ogni volta che hanno potuto comunicare con avvocati o familiari, di venire bersagliati da musica assordante per ore, talvolta giorno e notte, come tentativo di farli crollare ed eventualmente confessare la loro complicità con il terrorismo di al Qaeda.

Bynyam Mohammed, uno dei cittadini britannici detenuti a Guantanamo, a cui a un certo punto i suoi aguzzini tagliuzzarono il pene con un rasoio mentre era tenuto in una prigione segreta in Marocco, ha raccontato in seguito che la costante musica ad alto volume gli stava facendo perdere la sanità mentale.
Privato del sonno, ha detto al suo avvocato Clive Stafford Smith, uno dei legali di Reprieve: «ero bombardato con Slim Shady di Eminem e Dottor Dre, di continuo, per venti giorni di seguito. Molti miei compagni di detenzione hanno perso la testa. Sentivo i vicini di cella che sbattevano la testa contro il muro, urlando come pazzi, per non ascoltare più quella musica».

Alcuni prigionieri hanno dichiarato che la musica ad alto volume può essere perfino peggiore della famigerata tecnica del water boarding, in cui il prigioniero è sottoposto a un principio di affogamento. L' Onu e la Corte Europea dei Diritti Umani hanno già da tempo messo al bando questa tecnica come sistema per far parlare un detenuto. Ma la Cia e altri corpi speciali americani l' hanno utilizzata con crescente frequenza, perché ha un vantaggio su quasi tutte le altre forme di tortura: non lascia tracce, perlomeno non sul corpo.

L' idea di trasformare la musica in un' arma nacque una ventina d' anni or sono: le forze americane usarono brani dei Guns N' Roses e di Elvis Presely, a tutto volume, per cercare di convincere il dittatore Manuel Noriega ad arrendersi, dopo avere invaso Panama. E forse l' ispirazione viene dal cinema: dalla famosa scena di Apocalypse Now di Francis Coppola in cui il personaggio interpretato da Robert Duvall, al comando di un battaglione di elicotteri, spara a tutto volume la Cavalcata delle Valchirie di Wagner durante l' attacco a un villaggio vietnamita, sostenendo che spaventava i vietcong e incoraggiava i suoi soldati.

«Immaginiamo un prigioniero in una stanza buia, impossibilitato a muoversi, con le manette, un sacco sulla testa e musica a tutto volume», dice il cantante David Gray, uno dei firmatari della protesta. «Non c' è dubbio che sia tortura. Non importa che musica sia: Chajkowskij o Barney il Dinosauro (colonna sonora di un cartone animato - a Guantanamo è stata usata anche questa, come pure quella di Sesame Street, ndr), è qualcosa che può farti completamente impazzire».

Ma non tutti i cantanti protestano. Stevie Benton dei Drowning Pool, le cui canzoni sono state usate come tortura, commenta: «Per me è un onore pensare che una nostra canzone possa essere servita a evitare un altro 11 settembre».

ENRICO FRANCESCHINI
16 dicembre 2008

www.repubblica.it
postato da: camozzi alle ore 11:12 | link | commenti (1)
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domenica, dicembre 14, 2008

ricordi d'autunno 2 da te.
ricordi d'autunno 2 - foto di maria cecilia camozzi
postato da: camozzi alle ore 22:10 | link | commenti (2)
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sabato, dicembre 13, 2008

Una volta, due vecchissimi brahmani, entrambi di 120 anni, andarono a trovare il Buddha. Gli si sedettero di fronte e dissero: «Siamo brahmani, vecchi e fragili. Non abbiamo fatto nulla di particolarmente bello, buono o meritevole nella vita, perciò ora non c'è nulla che ci aiuti a ridurre la paura della morte. Per favore, mostraci la via per la felicità».
Il Buddha rispose: «È vero, brahmani, siete invero vecchi, fragili e pieni di paura. Questo mondo è sommerso dalla vecchiaia, dalla malattia e dalla morte. Ma se riuscirete a praticare un po' di introspezione nelle vostre azioni, un po' di controllo sulle vostre parole e un po' di osservazione dei vostri pensieri, ciò sarà per voi un rifugio e un riparo. La vostra vita è quasi alla fine. Nessuno è immune dalla vecchiaia dalla malattia e dalla morte. Ricordandovi della morte e tenendola ben presente, mettete in pratica buone azioni, che apportino felicità agli altri. Chi fa buone azioni e sta attento, diverrà armonioso nel corpo, nella parola e nella mente. E si renderà conto che, in verità, la morte non va temuta ma che, invero, apporta felicità".

 Anguttara Nikaya
postato da: Humac alle ore 19:55 | link | commenti
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venerdì, dicembre 05, 2008


Spinal Tap - foto di jacseery/Jac
postato da: camozzi alle ore 11:21 | link | commenti
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martedì, dicembre 02, 2008

Colui che pratica il buon cuore dorme bene, si sveglia bene e non fa brutti sogni; è caro agli esseri umani e a quelli non umani; nessun pericolo lo minaccia; la sua mente si concentra alla svelta, la sua espressione è felice e serena; muore senza alcuna confusione mentale: il buon cuore lo protegge.

Anguttara Nikaya


"Campo de Criptana, Ciudad Real Province, Castilla-La Mancha, Spain" © SuperStock, Inc.
Campo de Criptana, Ciudad Real Province, Castilla-La Mancha, Spain
postato da: Humac alle ore 20:10 | link | commenti
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Io so bene che dentro la mia stanza
c'è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.

Non c'è bisogno che io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l'ospitale intuizione
della sua compagnia.

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l'integrità di questa muta intesa.

Non non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.

Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.

Emily Dickinson

postato da: camozzi alle ore 12:47 | link | commenti (1)
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