MORTO O'DONNELL, IL FOTOGRAFO DI HIROSHIMA
NEW YORK, 12 agosto 2007 - La più famosa è quella di un bambino di Nagasaki, lo sguardo fisso, che trasporta sulle spalle il cadavere del fratellino ucciso dalla seconda bomba atomica americana, il 9 agosto 1945.
Ma di foto storiche ne ha fatte tante altre, l'americano Joe O'Donnell, diventato famoso per le immagini da lui scattate dopo il bombardamento atomico a Hiroshima e Nagasaki dell'agosto 1945, morto venerdì all'età di 85 anni a Nashville, nel Tennessee, dopo avere subito una serie di infarti. In quanto fotografo ufficiale della Casa Bianca a partire dal 1949, dobbiamo a O'Donnell quella di Franklin Roosevelt insieme a Stalin e a Winston Churchill a Yalta.
Non solo: è sua la famosa immagine della stretta di mano, sull'isola di Wake, nel 1950, tra il presidente Harry Truman e il generale Douglas MacArthur, da lui 'licenziato' pochi mesi dopo per avere minacciato un attacco contro la Cina in piena guerra di Corea. O ancora la mitica foto in cui si vede il piccolo John John Kennedy salutare militarmente la bara del padre presidente John Fitzgerald, assassinato pochi giorni prima, il 22 novembre del 1963, a Dallas, in Texas. La morte di O'Donnell è passata quasi inosservata negli Usa, dove ne ha parlato soltanto un giornale locale, The Tennessean.
In Giappone, invece, lo hanno annunciato diversi organi di informazione. O'Donnell si arruolò nei Marines nel 1945, all'età di 23 anni con l'intenzione di andare a combattere contro i giapponesi. Venne invece mandato a studiare la fotografia e quindi inviato a settembre, un mese circa dopo le esplosioni atomiche, a fotografare le due città devastate dall'atomica, Hiroshima , bombardata il 6 agosto 1945 (140.000 morti), e Nagasaki, colpita il 9 agosto (70.000 morti). Come raccontano i suoi amici, O'Donnell fu particolarmente colpito dall'esperienza nipponica, e divenne uno strenuo oppositore dell'atomica.
Esposto per settimane alle radiazioni, O'Donnell ebbe non pochi problemi di salute. "Joe era una persona molto divertente - ricorda Anne Brown, la curatrice di una mostra dedicata alle sue fotografie - ma allo stesso tempo aveva una grande tristezza nello sguardo. Ha sofferto moltissimo, ma non ne parlava volentieri, convinto che la sofferenza dei giapponesi fosse molto più profonda della sua". O'Donnell, sposato con una fotografa giapponese, Kimiko Sakai, si ritirò a Nashville una volta raggiunta l'età della pensione, nel 1968. La coppia aveva tre figli ed una figlia.
ANSA