Istanti Infiniti...

A te si giunge solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

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"Cold Blue at REDCAT"
by Sarah Cahill


martedì, luglio 31, 2007

Crimson Olive & Ivory
Crimson Olive & ivory - foto di CinemaCowgirl


Se esco vestita ubbidiente alla stagione
- il giorno prima c'era un freddo orrendo -
e chiuso pacco pesante mi trasporto
alle mie tante insipide faccende
e camminando all'ombra arrivo al sole
e poi mi trovo a slacciarmi la sciarpa
e dopo un po' quel mio denso cappotto
tenuto aperto dalle mani in tasca
diventa lieve coda che svolazza
- non per il vento, perché il sole è fermo -
dietro i miei passi ormai più lenti e laschi
languidamente incerti sul da farsi,
quasi che fosse tuo il merito del caldo,
tutta scaldata da questo fermo sole
che posso fare? corro a cercarti,
ho questa scusa, ti devo festeggiare.
( Ma io verrei di corsa anche se piove. )

Patrizia Cavalli

[da "Sempre aperto teatro"]
postato da: camozzi alle ore 22:49 | link | commenti (1)
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domenica, luglio 29, 2007

Water Resistant...#2
water resistant #2 - foto di gardawind
postato da: camozzi alle ore 18:02 | link | commenti (2)
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sabato, luglio 28, 2007

Colui che non nutre autoinganno né orgoglio, la cui libidine è andata, il cui egotismo s'è estinto, privo di desideri, che ha messo da parte la collera, la cui natura è divenuta fredda, lui sì che è un brahmana, lui sì che è un asceta, lui sì che è un monaco.

Udana
postato da: Humac alle ore 09:19 | link | commenti
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venerdì, luglio 27, 2007


foto di Hugo Garay Otani
postato da: camozzi alle ore 20:26 | link | commenti (1)
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giovedì, luglio 26, 2007

DALLA GRAN BRETAGNA: ''QUI GIACE...''

LONDRA, 24 luglio 2007 - In Gran Bretagna è stato lanciato un concorso alla ricerca degli epitaffi "più sorprendenti, enigmatici o bizzarri" e alla rivista patrocinatrice, BBC History Magazine, ne è subito arrivata una valanga di buffi, curiosi o da brivido.

In un'iscrizione sepolcrale nelle isole Shetlands si piange ad esempio il "pacifico, tranquillo e in ogni apparenza buon cristiano" Donald Robertson, morto nel 1785 a 63 anni: "La sua deplorevole morte è stata provocata dalla stupidità di Laurence Tulloch di Clothister che gli ha venduto nitrato al posto dei sali di Epsom e l'ha così ucciso nello spazio di cinque ore". In un cimitero vicino a Barnsley nel South Yorkshire giacciono invece i resti mortali di Robert Millthrop, che nel settembre 1826 ad appena 19 anni "perse la vita gettandosi involontariamente addosso questa pietra mentre prestava servizio per James Reywood o Ardsley che l'hanno eretta in sua memoria".

Un epitaffio in stile puro 'memento mori' è stato segnalato per il concorso a Wilstead nel Bedfordshire: "Ti vedo mentre mi passi vicino. Anch'io ero come tu sei ora. E così come a me, anche a te toccherà. Perciò preparati a seguirmi". Il concorso è stato lanciato dall'Archivio Nazionale delle Iscrizioni Commemorative ad uno scopo ben preciso: impedire che gli epitaffi delle tombe più antiche spariscano nel nulla senza nemmeno essere state inventariate e registrate. Una minaccia concreta, se si pensa che in Gran Bretagna vengono distrutte per una ragione o per l'altra circa venticinquemila tombe all'anno.

Un celebre libro americano di poesia, 'L'Antologia di Spoon River' di Edgar Lee Masters, dove 244 defunti si raccontano, ha già mostrato il fascino profondo degli epitaffi ma in Gran Bretagna si insiste adesso sulla loro importanza storica. "Quegli epitaffi - spiega al quotidiano 'Daily Telegraph' Richard Stuart, direttore del National Archive of Memorial Inscriptions - contengono informazioni esclusive, non trovabili da nessun'altra parte prima del 1840. La gente ci metteva un mucchio di impegno a pensare che cosa voleva mettere esattamente sulla pietra tombale. Erano le loro ultime parole sulla Terra e volevano che suonassero giuste".

Secondo i calcoli di Stuart ci sono in Inghilterra almeno otto milioni di pietre tombali e soltanto due milioni sono state inventariate e ne sono stati registrati i testi. Dave Musgrgove, direttore di 'Bbc History Magazine', ha deciso di supportare il concorso nella convinzione che le iscrizioni tombali sono preziose per lo studio della storia locale, per la ricostruzione degli alberi genealogici e per il recupero di interessantissimi frammenti di vita umana passata. In quanto a umorismo sarà però difficile trovare per il concorso un epitaffio all'altezza di quello del comico gallese Spike Milligan: "Ve lo avevo detto che ero malato". Mentre imbattibile in stringatezza sembra l'iscrizione sepolcrale della poetessa americana Emily Dickinson: 'Called Back', richiamata.

ANSA
postato da: camozzi alle ore 00:06 | link | commenti (2)
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mercoledì, luglio 25, 2007

E qual è, monaci, la retta visione? È, monaci, la cognizione del dolore, la cognizione dell'origine del dolore, la cognizione della cessazione del dolore e la cognizione dell'arte di giungere alla cessazione del dolore. Questa è detta retta visione.

Mahasatipatthana Sutta
postato da: Humac alle ore 14:27 | link | commenti
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Ritratto in... cellophane - foto di Maria Cecilia Camozzi
postato da: camozzi alle ore 13:04 | link | commenti (2)
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martedì, luglio 24, 2007

Gli sciocchi dubitano di quello che vedono,
ma non di quello che pensano.

I saggi dubitano di ciò che pensano,
non di ciò che vedono.

Osserva le cose così come sono
e non farti suggestionare dagli altri.


Maestro Huang-po
          (IX Secolo)
postato da: NonoCielo alle ore 13:03 | link | commenti
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domenica, luglio 22, 2007

SONETTO DELLA LETTERA

Amore sviscerato, viva morte,
la tua parola scritta invano attendo e penso,
mentre sta appassendo il fiore,
se vivo senza me ti voglio perdere.
Il vento è immortale.
Non conosce la pietra inerte
l'ombra e non la sfugge.
Non ha bisogno l'intimo del cuore
del miele freddo sparso dalla luna.
Ma io soffersi.
Mi straziai le vene,
tigre e colomba,
sulla tua cintura
in un duello di morsi
e di asfodeli.
Riempi ora di parole il mio delirio
o fa' che viva nella mia serena notte
d'anima eternamente oscura.

Federico Garcia Lorca




Wings on the wind - foto di Luis Montemayor
postato da: camozzi alle ore 13:11 | link | commenti (1)
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sabato, luglio 21, 2007

A volte, il pensiero "io" si presenta improvvisamente, con gran forza... La situazione è come quella di una roccia o di un albero che si sporga dal picco di una collina all'orizzonte: da lontano ci si può sbagliare e prenderlo per un essere umano. Tuttavia l'esistenza di un essere umano in quella roccia o albero è solo un'illusione ottica. A un esame più approfondito non si trova alcun essere umano in nessuna delle diverse parti dell'entità che sporge, né nell'insieme delle sue parti, né in alcun altro aspetto di esso. Non c'è niente nella sporgenza che possa costituire una valida base per il nome di essere umano. Nello stesso modo, l'io solido che sembra esistere in qualche posto dentro il corpo e la mente è solo un'attribuzione. Il corpo e la mente non sono rappresentati dal senso dell'io più di quanto la roccia sporgente non sia rappresentata dal termine "essere umano". Questo io non può essere situato in nessun posto, in nessuna parte specifica del corpo e della mente, né si trova all'interno del corpo e della mente considerati nel loro insieme, né esiste un posto al di fuori di corpo e mente che possa essere una base adatta per l'oggetto evocato dal nome "io".

Gendun Gyatso, secondo Dalai Lama
postato da: Humac alle ore 12:46 | link | commenti
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venerdì, luglio 20, 2007


slayer - foto di marshma11ow
postato da: camozzi alle ore 08:29 | link | commenti
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