Istanti Infiniti...

A te si giunge solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiHumac

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Counter pigro

più o meno *loading* visite

Background Music:
"Cold Blue at REDCAT"
by Sarah Cahill


mercoledì, febbraio 28, 2007

Cerchiamo in tutti i modi di seguire gli insegnamenti e di "afferrarli", ma poi la verità scappa via, come pioggia sulla dura terra. La pioggia è molto dolce e noi ci ammorbidiamo lentamente, ognuno al suo proprio passo. Ma quando ciò accade, qualcosa è fondamentalmente cambiato in noi: la dura terra s'è ammorbidita. Ciò non sembra accadere in seguito ai tentativi di prenderla o di fermarla, accade lasciandola andare; accade distendendo la mente e accade come risposta all'aspirazione e al desiderio di comunicare con noi stessi e con gli altri. Ciascuno di noi trova la sua propria via.

Pema Chödron

postato da: Humac alle ore 23:35 | link | commenti
categorie:
martedì, febbraio 27, 2007


Cheminée de Moretti, La Défense - foto di Seb* [Débilou]
postato da: camozzi alle ore 12:01 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, febbraio 25, 2007

Danse de feu

Au flan des cratères,
des coulées de lave
épousent les bosses
des cracheurs de flammes
aux baisers brûlants.
Les volcans s'évadent
des vases d'amour
où se jouent des passions
que l'éteignoir du temps
réduira peu à peu
en cendre grise.
Des grondements s'élèvent,
möelle chaude
des os de pierre.
Bouche déchirée
d'une lèpre
qui ronge en profondeur
le coeur de la terre.

L'âme s'évade du corps comme la flamme du foyer.

                               Anäis Jaquet



Creation - foto di Thai Ta
postato da: camozzi alle ore 15:53 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, febbraio 23, 2007

Il prana brucia come il fuoco; splende come il sole; precipita come la pioggia; soffia come il vento; romba come tuono del cielo; il prana è la terra; ha forma e non ha forma: è l'immortalità. Ogni cosa converge nel prana, come i raggi convergono nel mozzo della ruota: tutti i veda, tutti i rituali, tutti i guerrieri e tutti i re.
O prana, sei tu a muoverti nel grembo materno come la vita che si manifesterà di nuovo.
Tutte le creature rendono omaggio a te.

Prashna Upanishad
postato da: NonoCielo alle ore 17:48 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, febbraio 20, 2007

foto di Maria Cecilia Camozzi
pera celeste - foto di Maria Cecilia Camozzi
postato da: camozzi alle ore 12:44 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, febbraio 19, 2007

La rana nel pozzo

C’era una volta una rana che viveva in un pozzo. Era lì da tanto tempo. Era nata in quel pozzo ed era cresciuta fino a diventare una rana adulta che ogni giorno ripuliva l'acqua dai vermi e dai microbi che vi si trovavano. Vivendo in questo modo, era diventata bella grassa e lustra. Un bel giorno, una tartaruga, che invece viveva nel mare, passò di lì e cadde nel pozzo.

«Da dove vieni?». «Dal mare». «Dal mare? È grande così?» e la ranocchia fece un salto. «No, amica mia, è molto più grande!». «Allora è grande così» e la rana fece un altro salto, più grande. «Amica mia — rispose la tartaruga — come puoi paragonare il mare al tuo piccolo pozzo?». «Allora dev'essere grande così!» e la rana si mise a saltare da un estremo all'altro del pozzo. «Che assurdità voler paragonare il mare a un pozzo!». «No — pensò la ranocchia che abitava il pozzo —, niente può essere più grande del mio pozzo. Questa tartaruga è una bugiarda: cacciamola via!».

Questo è sempre il lato difficile delle cose. Io sono un indù; mi accoccolo nel mio piccolo pozzo personale, e credo che il mondo intero sia lì. Il cristiano si accomoda nel suo piccolo pozzo e anche lui crede che quello sia l'intero universo. Il musulmano si chiude nel suo piccolo pozzo e anche lui crede che non esista altro al mondo.

Swami Vivekananda

parabola tratta dal discorso che proferì al Parlamento Mondiale delle Religioni, a Chicago, l'11 settembre 1893 (da http://www.risveglio.net)

postato da: Humac alle ore 09:47 | link | commenti
categorie:
domenica, febbraio 18, 2007


jewels from a plastic bottle - foto di strangemagee



Crescere

Quando cresco (ho solo cinquant'anni)
voglio essere montagnosa e saggia
come Marguerite Yourcenar.
Una grande sfinge di pietra
silente come un'ombra.
La bilancia perfetta
tra grazia e potenza.

Voglio essere forte abbastanza da vivere
su un'isola al largo della costa del Maine,
far inselvatichire il bel giardino,
ricevere un intervistatore
da un prestigioso programma d'arte TV
ogni vent'anni, scendere
per leggere a voce alta con altero distacco
passaggi profetici dal lavoro passato,
rifiutare le investiture d'accademia.

Non mi mancherà la mia terra natale.
Saprò chi sono.
La mia voce sarà bassa, salda,
senza enfasi, purificata dai bisogni.
Non m'importerà se ho ossa grandi,
pesante, non baderò
se i miei capelli sono fini,
se i miei occhi sono giunti a un punto morto,
se i problemi più veri restano senza risposta.
La perdita di amanti, la defezione dei figli
mi lascerà fredda.

Diventerò l'assoluto
che mi ci è voluto una vita annichilire.

Fay Zwicky
postato da: camozzi alle ore 09:46 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, febbraio 16, 2007


Sadhu indiano suona conchiglia nel tempio di Shiva (ANSA)
postato da: camozzi alle ore 14:52 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, febbraio 15, 2007

La persona che desidera solo il piacere e rifiuta il dolore consuma un'enorme quantità di energia resistendo alla vita e, nello stesso tempo, va completamente fuori bersaglio. È un'aspirazione destinata ad essere frustrata, dato che, eludendo determinate forme di sofferenza, inevitabilmente cadiamo vittime di altre. Al di sotto della nostra moderna cultura del'ostentato consumo ci sono una malnutrizione e un malessere spirituali così profondi che si manifestano con ogni genere di sintomo: malattie nervose, solitudine, alienazione, mancanza di scopi. Così sopprimendo, sfuggendo, seppellendo la testa nella sabbia o nel videotape, a lungo andare non arriviamo da nessuna parte. Se desideriamo realmente risolvere i nostri problemi - e i problemi del mondo, dato che provengono dalle stesse radici - dobbiamo aprirci e accettare la realtà della sofferenza con piena consapevolezza quando ci colpisce, fisicamente, emozionalmente, mentalmente, spiritualmente nel qui e ora. Allora, per quanto possa sembrare strano, raccogliamo laute ricompense, perché la sofferenza ha il suo lato positivo: da essa deriviamo l'esperienza della profondità  della pienezza della nostra umanità. Ciò ci mette completamente in contatto con l'altra gente e il resto dell'universo.

John Snelling
postato da: NonoCielo alle ore 17:36 | link | commenti
categorie:



Color - foto di bitzcelt
postato da: camozzi alle ore 10:00 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, febbraio 14, 2007

Dopo che vi siete svegliati, probabilmente scostate la tenda per guardar fuori; potreste perfino desiderare di aprire la finestra per respirare l'aria fresca del mattino mentre la rugiada è ancora sull'erba. Ma che cosa vedete realmente «là fuori»? In effetti solo la vostra mente. Come il sole, che manda i suoi raggi attraverso la finestra, voi non siete solo voi stessi. Siete anche il panorama dalla finestra. Siete il Dharmakaya. Dharmakaya letteralmente significa il corpo (kaya) degli insegnamenti del Buddha (Dharma), ossia il modo di capire e di amare. Prima del trapasso, il Buddha disse ai discepoli: «Solo il mio corpo fisico trapasserà. Il mio corpo del Dharma rimarrà per sempre con voi». Nel buddismo Mahayana, la parola è venuta a significare «l'essenza di tutto ciò che esiste». Tutti i fenomeni - il canto di un uccello, i caldi raggi del sole, una tazza di tè caldo - sono manifestazioni del Dharmakaya. Anche noi siamo della stessa natura di queste meraviglie dell'universo.

Thich Nhat Hanh
postato da: Humac alle ore 15:55 | link | commenti
categorie: