Istanti Infiniti...

A te si giunge solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

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"Cold Blue at REDCAT"
by Sarah Cahill


lunedì, ottobre 30, 2006

Ogni persona, fin dalla nascita, ha in bocca una lama con cui lo stolto si taglia quando sparla. Colui che loda chi dev'essere biasimato, o biasima chi dev'essere lodato, accumula demerito in bocca e a causa di questo non troverà gioia.

Suttanipâta, III, 10
postato da: Humac alle ore 21:14 | link | commenti (1)
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domenica, ottobre 29, 2006

foto di Diane Arbus

foto di Diane Arbus

 

NO SE LO DIGAS

No se lo muestres nunca a nadie,
ni se lo digas
a tu mejor amigo
haciéndole jurar con muchas copas
que nunca contará.
Escucha:
ya maduró la luz
en la primera fruta del parral
y quiero que te asombres.
Ni siquiera
te nombro,
y sin embargo,
sus versos que poseen el color de mis venas
te cuentan
a través de los vientos y del agua
que a ti me lleva el blanco
de la virginidad
que te debí en las noches consteladas,
el verde de las hojas de tu pueblo
donde fueron a misa los vestidos,
y el rosado prudente
de la amante que finge
ser la esposa en la fiesta.

Delfina Acosta

postato da: camozzi alle ore 09:54 | link | commenti
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venerdì, ottobre 27, 2006

CUCCIOLATA...

CUCCIOLATA È una delle specie animali a rischio estinzione. Per questo, la recente nascita di nove panda nel centro cinese di Chengdu è stata accolta dall'entusiasmo di ricercatori e turisti (Ap)

È una delle specie animali a rischio estinzione. Per questo, la recente nascita di nove panda nel centro cinese di Chengdu è stata accolta dall'entusiasmo di ricercatori e turisti - foto (Ap)
postato da: camozzi alle ore 17:59 | link | commenti (2)
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giovedì, ottobre 26, 2006

Solitudine nella folla. In tutta la tua attività diretta all' esterno, resta internamente libero. Impara a non identificare te stesso con una cosa qualunque.

Aforisma sufi
postato da: NonoCielo alle ore 09:30 | link | commenti
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mercoledì, ottobre 25, 2006

Ballerina peruviana - foto di marcodonatiello

postato da: camozzi alle ore 23:09 | link | commenti (2)
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Non è un legame forte - così dice il saggio - quello fatto di ferro, di legno, o di canapa.  Il fascino che esercitano gioielli e ornamenti, per non dire dei figli e delle mogli: quello è il legame forte - così dice il saggio - che vincola saldamente, che è molle eppure difficile da sciogliere. Una volta tagliato anche questo legame il saggio prende il largo, libero da desiderï, abbandonando la facilità dei sensi.

Dhammapada, 345-346
postato da: Humac alle ore 13:01 | link | commenti (3)
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lunedì, ottobre 23, 2006

foto di Maria Cecilia Camozzi

Silver on the leaves - foto di Maria Cecilia Camozzi

postato da: camozzi alle ore 19:12 | link | commenti (4)
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STORIE ZEN

Le due qualità necessarie

Un'altra storia zen. Un giovane laico si presenta ad un maestro zen per chiedergli quale via seguire per raggiungere quella liberazione di cui parla il Buddha. Il maestro si informa sulla sua capacità di concentrazione, sulla sua pratica meditativa, ma il giovane risponde: "Non sono abituato agli sforzi di un monaco zen e non riesco a meditare".
"Ma allora cosa sai fare?", chiede il maestro.
"Nulla!", risponde il giovane.
"E c'è qualcosa che ti piace fare?".
"Sì... Giocare a scacchi".
Allora il maestro chiamò un giovane monaco, fece portare una scacchiera e prese in mano una spada. Poi disse ai due: "Chi di voi vincerà questa partita, realizzerà la liberazione. Chi perderà, verrà ucciso. Avete inteso?".
Quindi iniziò la partita a scacchi, La concentrazione dei due ragazzi era al suo picco, per l'estrema importanza del momento. A un certo punto, il giovane laico capì che era in vantaggio, che la vittoria era vicina; guardò quindi il suo avversario e si accorse che il maestro era alle sue spalle, con la spada sfoderata sopra di lui, pronto a colpirlo. Nacque in lui uno stato di compassione e fece dunque un errore deliberato: la situazione si capovolse e il maestro passò - con la sua spada - alle spalle del giovane che prima stava vincendo e ora perdendo. Quest'ultimo chiuse gli occhi attendendosi il colpo.
La spada calò a gran velocità, ma si scagliò contro la scacchiera, tagliandola in due pezzi. Il maestro concluse: "Non c'è né vincitore né vinto; nessuno di voi due dovrà morire". E al giovane laico disse: "Sono solo due le qualità necessarie per la realizzazione: compassione e concentrazione. Qui e ora le hai sperimentate. Mantenerle vuole dire essere nella Via".

Quindi la necessità della coesistenza di compassione e concentrazione; potremmo dire anche: amore e attenzione. L'una qualità alimenta l'altra e viceversa.
Amore senza attenzione conduce al sentimentalismo, al vuoto buonismo, alla schiavitù delle emozioni, ad una vita pateticamente sdolcinata. Attenzione senza amore conduce verso l'allontanamento dalla realtà, ad uno sterile esercizio mentale, ad un'orgogliosa solitudine, ad un disinteresse per il mondo, allo svuotamento di qualsiasi capacità di benevolenza per l'altro da me.
Per questo amore e attenzione devono andare di pari passo e del resto così è. Quando provo amore per qualcosa o qualcuno, ho nei suoi confronti un atteggiamento di rispetto, di cura, di attenzione. Più amo qualcuno, più sarò ricettivo rispetto a quello che dice, quello che fa: mi svuoto di me stesso e mi riempio - in pura attenzione - di ciò che mi trasmette. E viceversa: se mi mantengo in questo stesso stato di attenzione, l'oggetto su cui mi esercito si trasfigurerà in un supporto su cui applicare la mia benevolenza. Lo vediamo anche durante la pratica meditativa: attenzione al respiro, al camminare, alle sensazioni, ... produce un nuovo sguardo d'amore verso quei semplici oggetti, quei gesti usuali, di cui scopro la segreta bellezza.
Anche lo sguardo si trasfigura: degli occhi che trasmettono solo concentrazione possono gelare, allontanare; così come degli occhi che trasmettono unicamente compassione, possono risultare fastidiosi, paradossalmente offensivi. Ma uno sguardo insieme attento e benevolente...
Ma c'è un altro insegnamento che traspare da questa storia. Quand'è che il nostro giovane riesce a realizzare un alto stato di concentrazione? Quando è sotto il pericolo della morte. Per questo molte volte viene sottolineato il grande insegnamento della morte per il praticante: vivere come se fosse l'ultimo momento conduce a uno stato intenso di attenzione al sé. Parlare, agire, pensare come se stessimo pronunciando la nostra ultima parola, come se stessimo compiendo la nostra ultima azione, come se stessimo formulando il nostro ultimo pensiero: in questo modo come è possibile produrre nuovi errori, nuova sofferenza? Tutto diventa estremamente esatto, perfetto, confacente al momento presente.

postato da: NonoCielo alle ore 12:40 | link | commenti (1)
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domenica, ottobre 22, 2006

3 Models - foto di mjranum

postato da: camozzi alle ore 09:09 | link | commenti (1)
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sabato, ottobre 21, 2006

Vuota e tuttavia conscia, la luce originaria splende spontaneamente; tranquilla e tuttavia reattiva, la grande funzione si manifesta. Un cavallo di legno che scalpita nel vento non percorre i passi del momento presente; un bue d'argilla che emerge dal mare traccia la primavera dell'eone della vacuità. Capisci? Dove un uomo di giada ti attrae, una meraviglia ancor più grande ti attende sulla via del ritorno.

Hungh-chi
postato da: Humac alle ore 16:26 | link | commenti (4)
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venerdì, ottobre 20, 2006

Statua della Libertà, New York

postato da: camozzi alle ore 09:43 | link | commenti (3)
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