Il termine Karuna è sanscrito, ma viene anche usato nello Zen, nel Buddismo e nell’induismo, e viene comunemente applicato a qualsiasi azione atta a diminuire la sofferenza altrui, e potrebbe essere tradotta come azione compassionevole.
Tutti gli esseri sono una cosa inscindibile, infatti gli illuminati o risvegliati spesso riportano la consapevolezza di questo fatto. Essendo noi tutti uguali, è naturale voler estendere l’azione compassionevole di Karuna a chiunque senza distinzione di età razza o sesso. Aiutando gli altri ad evolversi e a guarire, aiuto add’elevare la vibrazione energetica di tutti gli esseri ed anche la mia. Una volta raggiunta la consapevolezza che siamo tutti un'unità diviene chiaro che, cosi come curo le mie ferite cercherò di aiutare i miei fratelli a curare le proprie ferite, e non solo per amore, ma perché al quel punto, diventa la cosa più logica e esplicita da fare.
Nella tradizione Buddista viene inoltre spiegato che, per ottenere l’effetto giusto, Karuna deve essere accompagnato da parjna o saggezza.
Karuna è anche la qualità che sprona e motiva tutti gli esseri illuminati che insieme lavorano con lo scopo di porre fine alle sofferenze della terra. Essi in continuo ci riversano ed inviano un flusso illimitato e continuo di energia di guarigione e guida, ma purtroppo non tutti sono sensibili e recettivi a ciò. Quando sviluppiamo Karuna in noi stessi, a parte aiutare gli altri, questo ci aiuterà a diventare anche più recettivi al Karuna che viene inviato da tutti gli esseri illuminati, e in questo modo acceleriamo la nostra guarigione. Infine Karuna da la possibilità di operare in stretta connessione con tutti gli Esseri illuminati, sia quelli fisici cosi come quelli spirituali.
Despertares
Esta mañana,
como tantas otras,
cuando desperté,
ahí estaba tu cuerpo,
al que me aferro cada noche
con la esperanza de llegar a tu alma.
Como todas las otras mañanas,
no me atreví a despertarte
porque así, desnudo,
con los ojos cerrados,
estás siempre más cercano a mí.
Lucía Mendizábal R.

EYEBROWS AND ARMS - foto di Samantha Wolov
Il Buddha paragonò la condizione umana a quella di un viandante in una notte buia e tempestosa, illuminata di tanto in tanto da occasionali lampi. La notte buia che circonda il viandante è la sofferenza che intride l'esistenza, mentre gli occasionali lampi di luce sono le rare occasioni di gioia che eccitano la mente umana.
Metafora buddista
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Hildegard von Bingen: Vedere nella luce
Lettera a Gilberto di Gembloux
"O servo fedele, io, povera creatura d'aspetto femminile ti dico queste parole rivelatemi nella visione veridica ... Dio opera dovunque vuole, a gloria del suo nome e non di quello delle creature terrene. Perciò io sono sempre in trepidazione e timore, perché so di non avere in me stessa sicurezza di potere alcunché; ma offro a Dio le mie mani, perché come una penna, che è priva di peso e vola portata dal vento, egli mi sostenga; né posso comprendere perfettamente le cose che vedo, finché sono composta del corpo e dell’anima invisibile, perché in questa composizione duplice risiede l'imperfezione della creatura umana.
Fin dall'infanzia, quando ancora i miei nervi, le ossa e le vene non avevano raggiunto la pienezza della forza, e sino al tempo presente, ho sempre avuto nell'anima queste visioni, ed oggi ho più di settantadue anni; in queste visioni la mia anima, secondo il volere di Dio, ascende fino agli estremi del firmamento e segue le correnti dei diversi venti, e raggiunge genti diverse, anche lontane e sconosciute. E poiché nell'anima vedo tutte le cose in questo modo, nella mia visione soffro la mutevolezza delle nubi e degli altri elementi del creato. Queste cose non le percepisco con le orecchie esteriori, né le penso segretamente fra di me, né le apprendo mediante l'uso congiunto dei cinque sensi; posso dire soltanto che le vedo nell'anima, e che i miei occhi esteriori sono aperti, cosicché mai in esse ho subito il mancamento dell'estasi; io le vedo di giorno e di notte, ma sempre da sveglia. E sempre sono oppressa dalle infermità, e spesso soffro di così gravi dolori, che mi pare che minaccino di uccidermi; ma fino ad oggi Dio mi ha guarita.
La luminosità che vedo non è racchiusa in un luogo, ma risplende più della nube che sta davanti al sole; non so distinguere in essa altezza, lunghezza e larghezza; ed essa per me ha nome 'Ombra del Vivo Splendore'. E come il sole, la luna e le stelle appaiono riflessi nell'acqua, così le scritture, i discorsi, le virtù e le opere degli uomini risplendono per me in essa.
Tutto quello che vedo e apprendo nelle visioni lo conservo nella memoria per lungo tempo, cosicché ricordo quello che un tempo vidi; e vedo, ascolto e apprendo nello stesso istante, e quasi istantaneamente comprendo ciò che ho appreso; ma quello che non vedo non lo conosco, perché sono ignorante ed ho imparato a malapena a leggere. Le cose che scrivo delle visioni sono ciò che ho visto e udito; e non aggiungo altre parole oltre a quelle che sento e che riferisco in un latino imperfetto, come le ho udite nella visione; poiché nelle mie visioni non mi si insegna a scrivere come scrivono i filosofi, e le parole udite nella visione non sono come quelle che risuonano sulla bocca degli esseri umani, ma come fiamma che abbaglia o come una nube che vaga nella sfera dell'aria più pura.
Di questa luminosità non posso conoscere la forma, non più di quanto si possa guardare direttamente la sfera del sole. Talvolta - ma non accade di frequente - vedo all'interno di questa luminosità un'altra luce, che chiamo 'Luce Vivente'. Non so dire quando e come io la veda; ma, allorché la vedo, si allontano da me tristezza e dolori, e mi comporto allora con la semplicità di una fanciulla, e non come una donna ormai vecchia".
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Ospite desiderato, perché no?

Ghiotti di formaggio, per tradizione, sono i topi: in questa immagine al microscopio con la faccia letteralmente ficcata nel bocconcino è però un acaro. Si tratta del cosiddetto acaro del formaggio (Tyrophagus casei), che si sviluppa nel formaggio accelerandone la fermentazione con la diffusione di muffe. Ma non è sempre un dramma: gli stagionatori di prodotti caseari sono infatti riusciti a sfruttare a vantaggio proprio (e del consumatore) l'azione di questi parassiti. Scavando buche e gallerie nella crosta fa in modo che la pasta del formaggio riceva una maggiore aerazione ed evolva in modo rapido, assumendo un sapore intenso e speziato che ha i suoi estimatori.
tratto da www.focus.it
I continenti nati grazie ai micro organismi

Finché manca la disciplina interiore, che è ciò che dà la pace mentale, non importa di quali comodità esteriori o circostanze favorevoli possiate godere, queste non vi daranno mai la sensazione di gioia e di felicità che state cercando.
D'altra parte, se avrete questa qualità interiore che è la pace della mente, se godrete di un certo grado di stabilità interiore, anche se vi mancheranno le varie comodità esteriori che normalmente considerereste necessarie per essere felici, vi sarà tuttavia possibile vivere una vita lieta e felice.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
Sguardo cosciente

Per i tibetani lo stadio "dell'avere coscienza di sé stessi" è possibile già all'età di sette anni: è da quel momento quindi che novizi e novizie possono prendere i voti. Questi sono 36 per i novizi e 252 per i monaci completi. Tra questi, quello di non cantare, non fare sesso, non creare discordie nella comunità monastica, non ballare, non avere la barba e i capelli lunghi…
Nella foto un giovane monaco durante il Monlam, la festa dei monasteri, che si è svolta lo scorso febbraio e in cui dove nomadi e monaci si sono riuniti per fare rivivere la loro religione e la loro cultura.
da www.focus.it