
Mozart on the mudflats - foto di fjvs
"Noi pensiamo di essere liberi perché facciamo delle scelte; la scelta esiste soltanto quando la mente è confusa. Quando la mente è chiara la scelta non esiste. Quando voi vedete le cose con grande chiarezza, senza distorsioni, senza illusioni, allora la scelta non esiste. Una mente che non sceglie è una mente libera, ma una mente che sceglie, e quindi mette in atto una serie di conflitti e di contraddizioni, non è mai libera perché è confusa in se stessa, divisa, frammentata.
Per esplorare in qualsiasi campo deve esserci quindi libertà, libertà di indagare in modo che in quell'indagine non ci sia distorsione. Quando c'è distorsione, dietro c'è un movente, un movente che è trovare una risposta, un movente che è realizzare un desiderio, escogitare una soluzione ai nostri problemi, un movente che può essere basato su un'esperienza passata, su una conoscenza passata; e tutta la conoscenza è passato".
Krishnamurti
Milla Jovovich non è solo la splendida modella che tutti conosciamo, ma un personaggio dalla personalità complessa, che si è cimentata anche davanti alla macchina da presa come attrice e davanti ad un microfono come cantante amante delle sonorità taglienti.
Questa super-donna dalla tempra dura viene dal freddo, essendo nata nella gelida Kiev, in Ucraina, il 17 dicembre 1975. Una condizione, la sua, non certo facile e ricca di opportunità, come d'altronde quella di tutto il suo popolo, immerso nella miseria e nella povertà, prodotti naturali del vicino stato comunista, l'Unione Sovietica (di cui l'Ucraina era all'epoca una regione). Figlia unica dell'attrice Galina Loginova e del fisico Bogich Jovovich, che scelsero l'esilio in California pur di scappare dall'Unione Sovietica, si adattarono ai lavori più umili (la madre passò, in poche settimane, dai pur privilegiati palcoscenici moscoviti a un'impresa di pulizie).
Eppure Milla, a dodici anni, è già "uno dei volti più indimenticabili del mondo" secondo Richard Avedon che la immortala per la Revlon. Una campagna che suscita feroci critiche e numerose perplessità, dettate dai timori che la cultura dell'immagine si impossessi troppo disinvoltamente del volto, e dell'anima, degli adolescenti (se non dei bambini).
Per tutta risposta, la stessa Jovovich affermò in un'intervista: "Se mi sentivo a mio agio facendo la modella, perché avrei dovuto farmi dire da qualcuno quello che dovevo o non dovevo fare? Avevo capito subito che cosa volevano da me, e li assecondavo, senza difficoltà".
In pochi anni, dunque, Milla diventa un'icona che campeggia sui cartelloni pubblicitari di tutto il mondo, negli spot delle televisioni planetarie, sulle cover delle riviste più patinate. Ma è solo la prima tappa: lei vuole di più. Vuole il cinema, la musica, e con essi aspira a premi e riconoscimenti che la tolgano dal limbo dorato, ma un po' anonimo, delle indossatrici. Per riuscire in questo, è disposta a pagare anche prezzi assai alti e a rischiare l'immagine, come quando le chiedono, ad esempio, di mostrare parti intime del corpo e di recitare in scene di nudo.
Le sue relazioni sentimentali, comunque, sono sempre state burrascose e fallimentari, a cominciare dal suo primo matrimonio, annullato dalla madre: Milla aveva sedici anni e suo marito era Shawn Andrews, l'attore che la affiancava in "Dazed and Confused". Poi, dopo il divorzio con Besson, c'è stata la storia con John Frusciante, il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, di cui Milla era una tenace fan. In seguito, è nato l'amore con Paul Anderson, il regista di "Resident Evil". La Jovovich commenta così la loro relazione: "Finalmente ho avuto un'epifania sulla mia vita amorosa".
Quelle importanti pellicole, comunque, sono ormai soltanto uno dei tanti progetti da annoverare e segnare nel personale "palmares" dell'attrice, che si fa via via sempre più ricco. Non solo ha passato mesi in sala di incisione con il suo gruppo, i "Plastic Has Memory", per registrare il terzo disco prodotto dall'amico-manager Chris Brenner, ma è anche la vedette (accanto a Mel Gibson) dell'importante "The Million Dollar Hotel" di Wim Wenders, pellicola che ha inaugurato il Festival di Berlino. Inoltre, ha anche girato "The Boathouse", storia di uno spirito femminile che si materializza in una splendida ma fragile giovane scappata da un ospedale psichiatrico russo (storia per la verità ricavata da una leggenda assai popolare nei Paesi dell'Est Europa). Una parte "cucita addosso" all'ex ragazza venuta dal freddo; all'ex teen ager che Calvin Klein volle fortissimamente come testimonial dell'inquietudine sessuale contemporanea; all'ex inesperta attrice che svolazzava sbarazzina tra gli elementi che danno origine alla vita; alla matura artista che ha fame di fama, che non si ferma davanti agli ostacoli, che vincerà ancora altre mille battaglie ma che, forse, non svelerà mai la sua vera natura.
Milla Jovovich
15 ottobre 2005 - Si chiama “Kokorogatari” ed è un sistema che trasforma il pensiero in output digitale. Lo ha realizzato un consorzio giapponese formato dalla Hitachi in collaborazione con associazioni di pazienti e ricercatori scientifici. Il dispositivo, capace di leggere il pensiero e trasformarlo in risposte elaborate dal computer, è stato pensato per gli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica, una particolare patologia che blocca completamente l'uso dei muscoli volontari.
Il concetto alla base del funzionamento di Kokorogatari, che significa approssimativamente “indovino”, è semplice: una speciale fascia dotata di sensori, applicata sulla fronte, misura la pressione sanguigna nelle zone anteriori del cervello e la comunica ad un calcolatore. La cosiddetta vascolarizzazione del lobo frontale, a differenza dei muscoli, viene attivata semplicemente con l'incremento dell'attività cerebrale.
La speranza dei progettisti è che l'indovino digitale riesca a rendere la parola alle persone paralizzate. Come ha spiegato un portavoce dell'azienda, basterà “pensare” ad una canzone per consentire a Kokorogatari di rilevare immediatamente l'innalzamento della pressione. I pazienti immobilizzati, utilizzando il congegno, potranno così rispondere a domande ed interagire con gli altri.
Il “pacchetto”, comprensivo di laptop computer e vari applicativi, chiamato Den-no-Shin, finora destinato solo al mercato locale, al momento permette agli ammalati di controllare un lettore DVD, ascoltare musica e comunicare via Internet.
Schiavitù e liberazione esistono sinché esistono i pensieri di schiavitù e liberazione.
Questi giungono a un fine, quando sia fatta una ricerca sulla natura di colui che è schiavo o libero;
e il sempre-presente e il sempre libero Sé è realizzato.
Ramana Maharshi

А завтра играем с чехами - foto di Eugeny Kozhevnikov
Un ratto sull'Intercity Caserta-Roma
Dopo cimici e zecche, anche un ratto ha scelto il treno come mezzo di trasporto.
È accaduto sull’Intercity Caserta-Roma di stamane, dove l’insolito passeggero ha seminato il panico, scorrazzando per i corridoi. I passeggeri, pendolari diretti a Roma, hanno immediatamente avvertito il personale, trasferendosi in un'altra carrozza. Uno dei pendolari ha commentato: "Siamo abituati al sovraffollamento, ma vedere addirittura un topo ha provocato un allarme particolare".
[televideo]
Televideo cerca di sdrammatizzare, però che schifo queste ferrovie. Ancora una volta le privatizzazioni non hanno portato nessun beneficio agli utenti, anzi. Si paga di più per avere sempre meno.
Gli animali tendono a fare le cose più importanti proprio quando tu devi cambiare la pellicola, nel momento in cui la macchina da presa si è bloccata, o quando ti sei preso un minuto di riposo.
Irenäus Eibl Eibesfeldt
"Al nostro primo incontro con la bellezza, la vediamo nei suoi orpelli variodipinti, che ci colpiscono con i toni sgargianti, i fronzoli e perfino le deformità. Ma quando impariamo a conoscerla meglio, le apparenti dissonanze ci si rivelano come ritmiche modulazioni. All'inizio, isoliamo la bellezza da quello che la circonda, la separiamo da tutto il resto, ma alla fine giungiamo a comprendere la sua armonia con l'insieme"
RABINDRANATH TAGORE
