
Sadhu in meditation on a ghat in Varanasi, India - foto di richardbl boileau
"Guerrieri o non guerrieri, tutti abbiamo un centimetro cubo di occasioni che spunta fuori ogni tanto. La differenza tra un guerriero e una persona qualunque è la consapevolezza di questo, il dovere di restare all'erta, in attesa, in modo che quando quel centimetro cubo spunta fuori siamo pronti e capaci di prenderlo al volo".
Carlos Castaneda

sky cups - foto di christinegerhardt
Si spengano le luci...
Ecco come appare, riflesso sulle acque del porto, lo skyline di Vancouver, la terza città del Canada, il cui porto è il più grande dello stato. Da tempo gli scienziati - spesso inascoltati - mettono in guardia dai danni dell'inquinamento luminoso delle grandi metropoli. Il pericolo lo corrono soprattutto gli uccelli, disturbati nei loro flussi migratori, dalle luci sempre accese dei grattacieli più alti. A New York è stato lanciato un appello: Lights out NYC, spegni la luce New York. I grattacieli più alti sono stati invitati cioè a spegnere le luci da mezzanotte all'alba per consentire agli oltre 5 milioni di uccelli, di passaggio sulla città in questo periodo, di giungere a destinazione.

Vancouver - foto www.focus.it
La città dice no alle buste di plastica
PARIGI - Tutto un quartiere che dice "basta" alle buste di plastica, troppo inquinanti. Vicino a Parigi Senart, periferia verde a sud-est della capitale francese fra la Senna e la Marna ha messo al bando le buste di plastica e deciso che i 100.000 abitanti saranno gratuitamente forniti di sporta per la spesa riutilizzabile. La decisione e il denaro per realizzarla vengono dal Comune e dai commercianti.
I due grandi fiumi della regione, la sterminata foresta dove vivono migliaia di specie animali anche se si è a 50 chilometri da Parigi, i bambini, ringraziano, così come plaudono all'iniziativa quell'85% di francesi che - stando ai manifesti che compaiono in questi giorni nella capitale - vorrebbero dire basta ai rifiuti in plastica non riciclabili. I danni delle buste di plastica, la loro dispendiosità e il pericolo che rappresentano per il futuro dell'ambiente sono una specie di litania che da anni viene ripetuta invano.
I commercianti di Senart, invece, si sono fatti due conti: "ogni anno si distribuiscono in Francia 15 miliardi di buste di plastica - spiega Christelle Dupont-Maitre, dell'associazione commercianti - qualcosa che rappresenta 85.000 tonnellate di rifiuti, che costano 100 milioni di euro alla collettività".
Senza contare che quando vengono lasciati in giro, o gettati in terra, ci mettono da uno a quattro secoli per biodegradarsi.
I primi a decidere di passare all'azione sono stati i due ipermercati di Senart. Dopo di loro, hanno sposato l'iniziativa "ecocittadina" tutti i 120 aderenti all'Associazione commercianti. Le prime 32.000 sporte per la spesa, gratuite e riutilizzabili, verranno inviate a casa dei cittadini degli otto comuni di Senart a fine settembre. Il piano d'azione prevede la scomparsa immediata delle "buste inquinanti" e l'eliminazione totale dei vituperati involucri dalla visuale degli abitanti entro due anni.
I consumatori sembrano entusiasti, tanto che i piccoli negozianti di frutta e verdura e alimentari parlano di massaie che da quest'estate già rifiutavano gli indistruttibili sacchetti. Ai commercianti, l'acquisto delle sporte è costato 24.000 euro, ai quali si deve aggiungere un quantitativo non indifferente di sacchetti biodegradabili, per chi proprio non può fare a meno della tradizionale busta. "Lo faremo - spiega uno dei rappresentanti dell'Associazione commercianti - anche se una busta bio costa quattro volte di più delle normali".
Durante le discussioni che hanno preceduto l'iniziativa, qualcuno si è lamentato perché da sempre utilizzava le buste di plastica per raccogliere poi l'immondizia in casa: "la nostra discarica con raccolta differenziata - ha pazientemente spiegato il vicesindaco e assessore al commercio - è ormai inservibile a causa delle buste di plastica che la gente usa come sacchi per i rifiuti".
Tratto da: www.repubblica.it
Robe da gatti?
Un bagno per gatti? Sembra più che altro una crudele imposizione per i nostri amici a quattro zampe. Il sistema è stato inventato proprio dalla proprietaria di questo burmese, l'australiana Jo Lapidge.
Ugualmente faticoso è il tentativo di educare gli esseri umani a usare i sanitari: secondo Jack Sim, presidente della World Toilet Organisation (organizzazione mondiale per le toilette), 2 miliardi e mezzo di persone (il 40 per cento della popolazione mondiale) non ha accesso a strutture sanitarie adeguate.
E per sensibilizzare le persone si è istituito da 4 anni il giorno mondiale del bagno, con data ufficiale 19 novembre!
da www.focus.it
La vita è come una commedia: non è importante quanto è lunga ma come è recitata.
Seneca

Tiguist - foto di Bel
Un Cd per l’Unicef. Goody Music presenta Sensorium Live, serata romana di musica e beneficenza
LA TERRA CAVA
La teoria della Terra Cava non fu inventata dai nazisti. Nel 1818 John Cleves Symmes, ex ufficiale dell’esercito americano scrisse una lettera alle più influenti autorità degli Stati Uniti dicendo: "Dichiaro che la Terra è vuota e abitabile all’interno. Contiene molte sfere solide, concentriche, collocate l’una dentro l’altra, ed è aperta in prossimità del Polo". Symmes cercò addirittura finanziatori per esplorare le terre di dentro perché convinto che all’interno ci fosse un mondo simile al nostro, ma non ne trovò. La sua teoria, nonostante tutto, fece proseliti. Nel 1870 un certo Cyrus Read Teed affermò che la Terra era cava e, come in futuro avrebbe detto Hitler, che noi abitiamo nel suo interno.
Forse qualcuno crederà che questa sia stata una moda passeggera, ma non è così. Incredibile ma vero, Symmes ha trovato numerosi seguaci, ancora oggi riuniti in un’associazione chiamata "Hollow Earth Society" [1] (Società della Terra Cava). Recentemente aerei e satelliti hanno sorvolato il polo; gli iscritti alla Società della Terra Cava hanno riscontrato (interpretando alla loro maniera alcune macchioline presenti nella pellicola) la presenza del famoso passaggio. Il loro obiettivo è di inviare al Polo Sud una spedizione per prendere contatto con gli abitanti della terra interna.
Secondo Richard Shaver, attualmente uno dei maggiori esponenti di questa teoria, all’interno della Terra dimorano entità malvagie chiamate "Deron", che tentano di impadronirsi mentalmente degli umani. Shaver però ha ideato un sistema per eliminare la minaccia per l’attuazione del quale chiede agli adepti una quota di tre dollari da inviare a Shavertron, la rivista ufficiale dei suoi seguaci [2].