Istanti Infiniti...

A te si giunge solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.

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"Cold Blue at REDCAT"
by Sarah Cahill


lunedì, febbraio 28, 2005

Hong Kong - by Stefano Zambuto

 
postato da: NonoCielo alle ore 09:27 | link | commenti
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domenica, febbraio 27, 2005

Sono cent'anni che non ho visto il suo viso
che non ho passato il braccio
attorno alla sua vita
che non mi son fermato nei suoi occhi
che non ho interrogato
la chiarità del suo pensiero
che non ho toccato
il calore del suo ventre

eravamo sullo stesso ramo insieme
eravamo sullo stesso ramo
caduti dallo stesso ramo ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent'anni
di cent'anni la strada
e da cent'anni nella penombra
corro dietro a te.

Nazim Hikmet
 
 

foto di Thomas Sass Pedersen

postato da: camozzi alle ore 16:57 | link | commenti
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sabato, febbraio 26, 2005

I GRANDI MAESTRI DI SAGGEZZA
NELLA STORIA DELL'UMANITÀ
di Giuseppe Bufalo
per Edicolaweb



Tutti pensano di sapere che cos'è un saggio: "un uomo ricco di scienza e di esperienza, la cui vita esemplare riposa su una filosofia provata".

Questa definizione, del tutto descrittiva ed esteriore, è insufficiente ed anche ingannevole quando si tratta di un "Maestro di Saggezza" come lo intende la Teosofia.
Un Vero Maestro è un'anima umana (qualunque siano le sue sembianze terrestri, sesso, colore, casta, religione, civiltà...) che ha realizzato tutte le promesse di perfezione dell'uomo, dopo sforzi ininterrotti, perseguiti nella stessa direzione durante numerose incarnazioni successive.
Un anima così eccezionale è chiamata, nella "Bhagavad Gita", un "Mahatma".
Il sapere di un Maestro deriva dalla ricerca della Verità, processo scientifico che si estende, per Lui, alla totalità dell'universo osservabile, percepito con l'ausilio di tutti i sensi risvegliati dell'Adepto, che funzionano su tutti i piani (fisico, astrale, mentale e spirituale).
Il Maestro ha il potere di entrare coscientemente e volontariamente in rapporto con tutti i reparti della Natura (visibile ed invisibile) e di attingervi la conoscenza di cui ha bisogno.
La percezione interiore e diretta dell'anima delle cose, o della struttura intima del mondo e della materia, dà al Maestro una visione sicura ed esatta delle cose.
L'uomo comune è potenzialmente un dio, racchiuso nella prigione del corpo e della personalità effimera, nel contesto di un universo di esseri e di cose di cui non comprende né il senso né la destinazione.
Il "Maestro di Saggezza" è un uomo completo che ha liberato il Dio in lui, trasformando la sua prigione in uno strumento (fisico e psichico) docile e totalmente consacrato al servizio dell'Anima Spirituale e quindi, in tal modo, di tutte le altre Anime.
Il suo potere spirituale di conoscenza e di Amore, su tutti i piani, gli da accesso a tutti i gradi del sapere necessari alla sua illuminazione e alla sua azione nel mondo; i poteri psichici e spirituali completamente risvegliati e sottomessi alla volontà del Maestro fanno di lui un potente "Mago Bianco" consacrato al beneficio dell'umanità.
Di Lui si dice che "ha raggiunto la sua Meta" (nel senso del Buddha). Libero e totalmente cosciente della propria responsabilità, il Maestro si dedica al risveglio dei suoi fratelli, in tutta la scala dell'essere.
Su tutta la terra, sin dall'infanzia dell'umanità, sono apparsi tra i popoli dei "Maestri di Saggezza", con i loro discepoli, per ridare periodicamente un impulso spirituale, spesso dopo un era di decadenza. Quei Maestri sono venuti come "riformatori" e non come fondatori di religioni.
Ma lo Spirito della Religione, il carattere universale dell'insegnamento di ogni Maestro, è stato presto perduto sotto la lettera morta dei commentari e dei dogmi, e il Maestro stesso è stato a volte considerato come il rappresentante unico di Dio inviato come salvatore di "un popolo eletto" particolare.
La Teosofia invita a decifrare le parole dei Grandi Maestri di Saggezza conosciuti (Krishna, Buddha, Gesù...) con uno spirito di apertura, allo scopo di distinguere non solo le convergenze evidenti dei loro insegnamenti ma anche l'identità profonda del loro Messaggio su tutti i punti essenziali concernenti l'uomo e il suo divenire.
Invita inoltre a paragonare, senza alcun settarismo, la vita di quei Maestri, con un duplice scopo:

- dimostrare che non è il privilegio di un'unica nazione sulla terra aver visto la nascita di un Grande Salvatore;
- mettere in rilievo tutti i punti comuni che si ritrovano nella vita di quei Maestri e che traducono delle costanti essenziali nella loro missione.

Nel suo libro "Iside Svelata", Madame Helena Petrovna Blavatsky, ha fatto un simile paragone tra le vite di Krishna, Buddha e Gesù. In esse troviamo numerose similitudini:

- Tutti e tre, di discendenza regale, sono generati miracolosamente da un Padre Divino e saranno quindi l'incarnazione di Grandi Poteri Divini sulla terra.
- Appena nati, Krishna e Gesù scampano alla morte ordinata da un tiranno, che fa massacrare migliaia di innocenti per salvaguardare il proprio trono minacciato dalla nascita di un bambino Divino.
- Manifestando molto presto una grande saggezza, i tre Maestri confermano la loro vocazione di Salvatori, Krishna debellando i temibili flagelli dell'umanità, Buddha e Gesù attraversando vittoriosamente le prove e le tentazioni inflitte da ciò che le religioni chiamano il "demone del male", l'eterno nemico dell'uomo.

Nel corso del loro Ministerio, durante il quale i miracoli non mancano, tutti e tre denunciano gli abusi del sacerdozio e la degenerazione della religione.
Offrono un insegnamento virile invitando ogni uomo ad ingaggiare la propria battaglia, a portare la propria croce e a meritare la propria salvezza con sforzi personali.
Per i loro discepoli, Loro elargiscono una Dottrina Esoterica che li conduce all'Iniziazione o al Risveglio Spirituale.
Il vero aspetto di Quei Maestri rimane sconosciuto al pubblico. È solo all'occhio dei migliori discepoli che l'aspetto spirituale, "l'Essere di Luce" di quei Maestri, si svela in tutta la sua gloria, come nella Trasfigurazione di Krishna (cap. XI della Bhagavad Gita) o in quella di Gesù (Matteo 17,1-3; Marco 9,3-8; Luca 9,28-36).
Dopo aver consacrato l'intera vita al servizio dell'umanità, muoiono nel compimento del loro dovere. La tradizione riferisce che Gesù è inchiodato sul legno del Golgota, Krishna inchiodato ad un albero, trafitto da una freccia e Buddha muore sotto un albero.
I tre Salvatori entrano nel "Cielo" in tutta la loro gloria e continuano a vegliare sull'umanità.
Si può comprendere che simili "Maestri di Saggezza" sono, in realtà, durante la Loro esistenza terrena:

- Uomini di carne nati tra gli uomini;
- Predestinati (da una lunga serie di esistenze precedenti) ad incarnare la Saggezza Divina;
- Dotati di grandi poteri adoperati per alleviare l'umanità;
- Costretti (come Buddha e Gesù) a rendersi padroni della propria natura terrena con una rigorosa ascesi preliminare;
- Consacrati, da quel momento, al servizio degli altri incondizionatamente, anche a costo del sacrificio della loro vita.

Nel corso della storia, la voce dei Grandi Maestri Iniziati si è innalzata per risvegliare l'uomo alla sua dimensione spirituale e per mostrargli la via, donandogli la possibilità di sfuggire alle maledizioni di un destino del quale, però, egli è l'unico padrone.
Questi Maestri sono degli autentici Salvatori: aiutano i loro fratelli a salvarsi da sé, dimostrandogli che ne hanno i mezzi e trascinandoli sul Sentiero, con la parola e l'esempio.
Per concludere, anche una piccola riflessione accordata all'esistenza reale dei Maestri (la Gerarchia Bianca è composta da tantissimi Maestri e Iniziati) ha buone probabilità, un giorno, di cambiare enormemente il corso della vita di un uomo: abituato a considerarsi come un essere mediocre e peccatore, l'uomo scopre nel Maestro la grandezza inaspettata della propria natura nascosta e la promessa sicura di un destino immenso da realizzare con i suoi sforzi individuali.
Un'idea, una volta seminata, può germogliare molto più tardi, in modo inaspettato e a volte spettacolare...
 
postato da: Humac alle ore 20:49 | link | commenti
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giovedì, febbraio 24, 2005

Music NU 2 - by Yuri Bonder 

postato da: camozzi alle ore 23:16 | link | commenti
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Chi si addentra nelle domande, si perde nella giungla della filosofia. Lascia che le domande vengano e se ne vadano. Osserva la folla delle domande, come fossero persone che passano per la strada – nulla a cui dare qualcosa, nulla da cui prendere qualcosa – con distacco, restandone lontano…

Maggiore è la distanza tra te e le tue domande, meglio sarà. Poiché in quello spazio vuoto, in quella distanza affiorerà la risposta.

Un professore di filosofia andò da Nan In, un Maestro Zen, e lo interrogò su Dio, sul nirvana, sulla meditazione e su molte altre cose. Il Maestro lo ascoltò in silenzio – domande su domande su domande – alla fine disse: “Mi sembri stanco. Hai scalato questa montagna, arrivi da lontano. Prima di tutto, lascia che ti serva una tazza di tè”. E si mise a prepararlo.

Il professore attese – ribolliva di domande. E mentre preparava il tè e il samovar cantava e l’aroma del tè iniziava a diffondersi nell’aria, il Maestro disse al professore: “Aspetta, non avere tanta fretta. Chissà, perfino bevendo un tè, puoi ricevere una risposta alle tue domande… e forse, anche prima di allora”.

Il professore si sentì perso. Iniziò a pensare: “Tutto il mio viaggio è stato uno spreco. Quest’uomo sembra pazzo. Come può il mio interrogativo su Dio ricevere una risposta, bevendo un tè? Che senso ha? È meglio andarsene il prima possibile”. D’altra parte, si sentiva stanco e forse era meglio bere una tazza di tè, prima di ridiscendere da quella montagna.

Il Maestro portò la teiera, iniziò a versare il tè nella tazza… e continuò a versarlo. La tazza era ormai colma, e il tè iniziò a straripare nel piattino, ma lui continuò a versare. Alla fine anche il piattino fu colmo. Una goccia in più e il tè avrebbe iniziato a scorrere sul pavimento, per cui il professore esclamò: “Fermati! Cosa stai facendo? Sei pazzo forse? Non vedi che la tazza è piena? Non vedi che anche il piattino è stracolmo?”.

Allora il Maestro Zen disse: “Questa è esattamente la situazione in cui ti trovi: la tua mente è così piena di domande che, anche se ti rispondessi, non avresti spazio alcuno per assimilare la mia risposta. Ma mi sembri un uomo intelligente: hai potuto vedere che né la tazza né il piattino potrebbero contenere una sola goccia di tè in più: traboccherebbe sul pavimento. Ebbene, voglio dirti che da quando sei entrato qui dentro, le tue domande hanno invaso ogni angolo. Questa piccola capanna trabocca delle tue domande! Torna indietro, svuota la tua tazza e poi ritorna. Prima di tutto crea un po’ di spazio dentro di te”.
OSHO
 
postato da: Humac alle ore 21:47 | link | commenti
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mercoledì, febbraio 23, 2005

Stregonerie d'amore

L'arte di conoscere le virtù medicinali delle piante si passa di generazione in generazione: nel gergo della cultura non tribale dell'Amazzonia Peruviana il vegetalista è proprio lo sciamano esperto di piante, alberi, resine e dei loro poteri. Una pratica molto diffusa in Perù, specialmente nella zona amazzonica di Loreto, e generalmente ben accettata in tutti gli strati della società, è il Pusanga, rituale magico d'amore che fa cadere ai piedi dello spasimante l'agognato amato.

www.focus.it 

postato da: camozzi alle ore 00:01 | link | commenti
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martedì, febbraio 22, 2005

L'ANTICA CONOSCENZA NASCOSTA DEGLI SCIAMANI HAWAIANI

HUNA
La Via dell'Avventura

In Polinesia, nell'antichità, si sviluppò una filosofia chiamata Huna, che significa "segreto" o "conoscenza nascosta". Huna non si riferiva però all'intento di occultare qualcosa, quanto piuttosto al carattere misterioso delle cose e alla loro qualità invisibile.

Esistono infatti infinite cose nell'universo situate fuori dalla portata della percezione ordinaria e gli Huna, coscienti di non poterle ignorare, utilizzano questo sapere per fini pratici. Coloro che diventano maestri nella filosofia Huna vengono chiamati sciamani Kahuna alle Hawaii (Tahuna a Tahiti e Tohunga presso i Maori).

Lo sciamano kahuna manifesta un approccio molto particolare alla guarigione: egli esprime grande creatività, spirito pragmatico, totale immersione nel flusso del vita.

SETTE PRINCIPI DEGLI SCIAMANI HUNA

  1. Il mondo è come tu pensi che sia
  2. Non ci sono limiti (tutto è collegato e la separazione è un’illusione)
  3. L’energia fluisce dove va l’attenzione (e l’attenzione va dove fluisce l’energia)
  4. Adesso è il momento del potere
  5. Amare è essere felici con
  6. Tutto il potere viene da dentro
  7. L’efficacia è la misura della verità

 http://www.reiki.info

postato da: Humac alle ore 15:58 | link | commenti
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lunedì, febbraio 21, 2005

"Punch Bowl Falls, Eagle Creek Wilderness Area, Columbia River Gorge,Oregon" © Mike Anich

 Ogni cosa è sacra.
Ogni cosa vive.
Ogni cosa ha una coscienza.
Ogni cosa ha uno spirito.

SAUPAQUANT WAMPANOAG

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postato da: Humac alle ore 17:04 | link | commenti (1)
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Intreccio di Luce

Intreccio di Luce - foto di Maria Cecilia Camozzi 

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postato da: camozzi alle ore 12:13 | link | commenti
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domenica, febbraio 20, 2005

TRANSITORIETA'

Le ondate della tempesta di vento sconquassano alberi e rocce, ma non durano piu' di un giorno.
Tanto meno le opere dell'uomo.


Quando si alza la tormenta, una tromba d'aria si abbatte sulle case. Gli alberi sono divelti, i rami sono spezzati, le vigne abbandonate. Tuttavia la potenza del ciclone si arresta. Nonostante la forza straordinaria della natura, il ciclone si arresta. La brevita' dei fenomeni naturali non puo' che suggerirci la caducita' delle opere dell'uomo. Cadono, i governi. Perdono, le leggi i loro fondamenti. Si separano, le famiglie. Si dimenticano, le amicizie.
I monumenti di tutto il mondo, costruiti secoli fa, vengono continuamente erosi dall'inquinamento e dagli agenti atmosferici. E' quindi certo che nessuna delle imprese dell'uomo possa durare per sempre. Tutti i nostri sforzi si vanificano: essi prendono energia da forze preesistenti, seguono la corrente degli eventi naturali e infine si disperdono sulla scia della necessità contingente.
Dobbiamo imparare ad accogliere la precaria natura delle cose ed agire di conseguenza. Certamente, riuscire a capire la natura effimera del mondo rappresenta il più grande dei vantaggi. 

riflessioni dal Tao
 

postato da: Humac alle ore 23:20 | link | commenti
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8 - foto di jac

 
postato da: camozzi alle ore 11:59 | link | commenti
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