27.08.2004
L’orientamento spaziale nei due sessi
La dimensione dell’orecchio interno sarebbe determinante
Un ricercatore dell’Università di Toronto ha scoperto che le differenze fra uomini e donne nel determinare il proprio orientamento spaziale sarebbero dovute alla dimensione dell’orecchio interno. Lo studio, pubblicato online sulla rivista “Perception”, valuta se le differenze nel modo in cui uomini e donne giudicano come orientarsi nell’ambiente circostante possano essere attribuite a cause fisiologiche o psicologiche. Luc Tremblay ha scoperto che fornire ai partecipanti istruzioni verbali su come determinare il proprio orientamento spaziale non elimina le differenze fra i sessi.
“Poiché le istruzioni non rimuovono la difformità su come uomini e donne giudicano l’orientamento spaziale, - spiega Tremblay - riteniamo che probabilmente questa sia il risultato di differenze fisiologiche”.
Nello studio, Tremblay ha chiesto a 24 persone (11 maschi e 13 femmine) di puntare un laser in avanti (perpendicolarmente all’orientamento del corpo) quando erano dritti in piedi e quando erano piegati di 45 gradi all’indietro. Per determinare se i processi cognitivi possono influenzare l’orientamento spaziale, ai partecipanti (esaminati al buio) è stato chiesto di concentrarsi su indizi esterni e interni per aiutarsi a orientare il laser. Lo scienziato ha scoperto che, anche se le istruzioni di fare attenzione a indizi interni aiutavano le donne a puntare il laser significativamente più vicino alla loro perpendicolare, sussistevano forti differenze fra i due sessi, con le donne che tendono a guardare maggiormente verso i propri piedi.
Tuttavia, secondo Tremblay, anche se le donne hanno maggior probabilità degli uomini di valutare male il piano orizzontale in condizioni di privazione sensoriale o in ambienti influenzati da fattori esterni, esse hanno un vantaggio sugli uomini quando si tratta di eseguire compiti in altre condizioni sensoriali, come guidare un’automobile o pilotare un aeroplano.

Tutto aroma e niente arrosto
Le misteriose fabbriche che "costruiscono" sapore e consistenza dei cibi
Di Manuela Cartosio
Nel 1998 negli USA sono stati uccisi nello svolgimento del loro lavoro più dipendenti della ristorazione che agenti di polizia.
Sorprendente, vero? Meno sorprendente, visti i bassi salari praticati dalle catene di fast food, che i due terzi delle rapine ai danni di ristoranti siano compiuti da dipendenti o ex dipendenti. Da un'indagine del '99 risultava che per rifarsi in parte delle paghe da fame e delle angherie subite la metà dei dipendenti dei fast food statunitensi rubava oggetti o danaro sul posto di lavoro, per un valore medio di 218 dollari l'anno.
Per arginare questa particolare forma di lotta di classe le big della ristorazione veloce hanno speso miliardi di dollari in sofisticate tecnologie per il controllo a distanza del personale. Li avessero usati per pagare salari più decenti, i risultati sarebbero stati di certo migliori.
Di informazioni paradossali come queste è pieno "Fast Food Nation. Il lato oscuro del cheeseburger", di Eric Schlosser, uno degli ultimi titoli della vasta letteratura su McDonald's e simili. Uno dei capitoli più affascinanti del libro è dedicato all'industria degli aromi, anello fondamentale e nascosto della fabbricazione del cibo. Il 90% di quel che gli americani spendono per nutrirsi serve a comprare cibo confezionato, inscatolato, surgelato, precotto, disidratato. Poiché queste tecniche tolgono sapore ai cibi, è necessario rimettercelo con gli aromi naturali o artificiali (la differenza tra i primi e i secondi spesso è arbitraria, perché deriva dal modo in cui vengono preparati, non dalle sostanze chimiche che contengono). L'industria statunitense degli aromi rende un miliardo e mezzo di dollari all'anno ed è concentrata nel New Jersey, dove di producono i due terzi degli additivi aromatici venduti negli USA.
L'International Flavors & Fragances (IFF) è l'agenzia di aromi più grande del mondo. Il suo nome è noto solo agli addetti ai lavori ma senza il suo ausilio gli hamburger non saprebbero di affumicato, il milk shake di fragola, il dentifricio di mela.
Il processo di base è identico sia per gli aromi aggiunti ai cibi che per quelli usati nei prodotti cosmetici: si manipolano sostanze chimiche volatili per creare un odore particolare. Poiché gran parte del sapore di un cibo deriva dal suo odore, dai gas che si sprigionano da quel che mastichiamo, lo scopo degli "aromatisti" è di azzeccare e fabbricare l'odore giusto. Con le biotecnologie riescono a creare odori sempre più "realistici" e "particolari" (ad esempio: burro fresco, burro al formaggio, burro al latte, credi di burro saporita, superconcentrato, in forma liquida o secca).
Le formule degli aromi, e le aziende che li utilizzano, sono top secret. La lista degli ingredienti per creare l'aroma artificiale di fragola è lungo mezza pagina di libro. Gli odori - a cui la memoria è legata a filo doppio (Proust docet) - sono forse l'arma più potente delle industrie del cibo per fidelizzare i consumatori. poiché i sapori dell'infanzia lasciano un marchio indelebile, il target più ambito delle catene di fast food sono i bambini.
Creato l'aroma, va verificata la "sensazione" che produce in bocca. Per questo si ricorre alla "reologia", una branca della fisica che studia il flusso e la deformazione dei materiali. Delle "bocche meccaniche", in grado di elaborare dati provenienti da svariate sonde, misurano le proprietà reologiche di un cibo: scorrimento, punto di rottura, densità, croccantezza, masticabilità, viscosità, grumosità, gommosità, duttilità, scivolosità, levigatezza, sofficità, umidità, succosità, spalmabilità, elasticità e adesività.
E poi le chiamano patatine.
http://www.disinformazione.it/arominaturali.htm

TUTTA la verità da un allevatore che non mangia carne
di Howard Lyman
Faccio parte della 4° generazione di allevatori per carne e latte. Sono cresciuto in una fattoria del Montana e ho lavorato là per 20 anni.
So per esperienza diretta come si allevano le mandrie e come viene prodotta la carne in questo paese.
Oggi sono il Presidente dell'Unione Internazionale Vegetariana.
Allora amavo gustarmi bistecche. Ma se voi sapeste quanto io so circa quello che c'è dentro e quello che può farvi, sareste anche voi vegetariani come me. E che ci crediate o no, come puro vegetariano che non consuma nessun prodotto di origine animale, mi gusto il cibo oggi più che mai.
Se siete consumatori di carne in America (ndt: penso che valga anche per gli altri paesi), avete il diritto di sapere che avete qualcosa in comune con la maggior parte delle mucche che avete mangiato: anche loro hanno mangiato carne.
Quando una mucca viene macellata, circa la metà non viene consumata dagli umani: intestino e il suo contenuto, testa, corna, ossa e sangue. Questi resti vengono messi in giganteschi contenitori nelle industrie di riciclo, insieme ai corpi di mucche ed altri animali di fattoria malati. Il riciclo frutta circa 2.4 miliardi di dollari all'anno, lavorando circa 40 miliardi di libbre (ndt: una libbra è circa 453 gr) di carcasse. Nessun animale, che sia terribilmente malato o con cancro o putrido, viene scartato da quest'industria.
Un altro ingrediente dell'industria del riciclo è rappresentato da animali d'affezione uccisi per eutanasia (i 6 o 7 milioni di cani e gatti che vengono soppressi nei canili o gattili americani ogni anno).
La sola città di Los Angeles, per esempio, spedisce a queste industrie circa 200 tonnellate di animali soppressi al mese. A quest'impasto si aggiungono gli animali soppressi per piani di controllo e le vittime di incidenti stradali (questi ultimi non vengono raccolti giornalmente, e in estate gli addetti a questa raccolta riescono a sentire l'odore prima di vedere).
Quando questo mix viene cotto, la parte grassa più leggera che sale in superficie viene raccolta e raffinata per uso cosmetico, per lubrificanti, saponi, candele e cere. La parte proteinica più pesante viene fatta seccare e polverizzata. Questa polvere marrone è composta da circa 1/4 di materiale fecale.
Questa polvere viene utilizzata come ADDITIVO per quasi tutti i mangimi per animali così come per i mangimi per allevamenti. Nel 1995, 5 milioni di tonnellate di materiali di scarto provenienti da macelli sono stati venduti per alimenti animali negli Stati Uniti.
Anch'io utilizzavo questi materiali, e non mi passava per la testa che stavo alimentando la mia mandria con un'altra mandria.
Nell'agosto del 97, in replica alla preoccupazione crescente a proposito dell'encefalopatia spongiforme bovina, l'FDA ha emesso nuove norme che bandiscono l'alimentazione di ruminanti con proteine provenienti da ruminanti, dunque le mandrie non sono più così cannibali come le avevamo costrette ad essere.
Ma mangiano ancora, comunque, composti di carcasse di cavalli, maiali, cani, gatti, polli, tacchini, così come sangue e materie fecali delle stesse specie.
Circa il 75% dei 90 milioni di mandrie da carne vengono nutriti con mangimi "arricchiti" di sostanze provenienti da fabbriche di riciclo. L'uso di escrementi animali nei mangimi è altrettanto comune, essendo una parte valutabile in 1,6 milioni di tonnellate annuali.
In Arkansas, per esempio, di media una fattoria alimenta la sua mandria con 50 tonnellate di residui avicoli ogni anno. Un allevatore dell'Arkansas è stato segnalato dal News and World report per aver acquistato 745 tonnellate di residui avicoli raccolti dai canali di scarico di allevamenti avicoli. Dopo averlo mescolato con piccole quantità di soia, lo somministra ai suoi 800 capi di bestiame, facendoli diventare, "grassi come palle di burro". "Se non avessi questo scarto avicolo", commenta, "dovrei vendere la metà del bestiame, perché gli altri mangimi sono troppo cari".
Per chi consuma carne, questo è il cibo del vostro cibo.
Noi non sappiamo tutto quello che c'è da sapere sull'argomento della correlazione tra malattie animali e umane, ma per alcune malattie, come le patologie legate alla rabbia, sappiamo che la trasmissione è diretta animale-uomo. Sappiamo che l'avvelenamento di cibo dovuto ai colibatteri presenti nella materia fecale che contaminano il cibo portano alla morte di 9000 americani all'anno, e che l'80% dell'avvelenamento da cibo è dovuto a carne contaminata. E adesso sappiamo anche che la tragedia che ha afflitto l'Inghilterra , può "saltare la specie" e dare origine a nuove varianti della malattia di Creutzfeld-Jacob.
Per troppi umani, la prima decisione cosciente circa la loro salute consiste se fare un bypass, un'angioplastica, oppure tra chemioterapia e radiazioni.
In realtà sappiamo che ogni giorno siamo costretti a prendere decisioni che ci possono portare verso oscure possibilità o positivi risultati. E le prendiamo ogni volta che immettiamo "carburante" nel nostro corpo.
Per fare le nostre scelte, dobbiamo iniziare con il conoscere i fatti.

TE QUIERO
Te quiero a las diez de la mañana
y a las once y a las doce del día.
Te quiero con toda mi alma
y con todo mi cuerpo a veces en las tardes de lluvia.
Pero a las dos de la tarde
o a las tres...
cuando me pongo a pensar en nosotros dos,
y tu piensas en la comida o en el trabajo diario,
o en las diversiones que no tienes,
me pongo a odiarte sordamente
con la mitad del odio que guardo para mi.
Luego vuelvo a quererte,
cuando nos acostamos y siento que estás hecha para mi,
que de algún modo me lo dicen tu rodilla y tu vientre,
que mis manos me convencen de ello,
y que no hay otro lugar en donde yo me venga,
a dónde yo vaya mejor que tu cuerpo.
Tu vienes toda entera a mi encuentro,
y los dos desaparecemos un instante,
nos metemos en la boca de dios,
hasta que yo te digo que tengo hambre o sueño.
Todos los días te quiero y te odio irremediablemente,
y hay días también hay horas en que no te conozco,
en que me eres ajena como la mujer de otro.
Me preocupan los hombres,
me preocupo yo, me distraen mis penas,
es propable que no piense en ti durante mucho tiempo.
Ya ves , ¿quién podría quererte menos que yo?
Amor mío.
Jaime Sabines
Una Celebrità è una persona che lavora tutta la vita per diventare ben conosciuta, e poi si mette degli occhiali scuri per evitare di essere riconosciuta.
Fred Allen

Elliott Erwitt - dalla serie "Hands"
Non riesco a dormire... Uffa!
Da un aneddoto che G. I. Gurdjieff (1869-1949) raccontò al proprio discepolo Oupensky:
Un mago piuttosto facoltoso possedeva un gregge composto da tantissime pecore. Tuttavia la sua avarizia era tale da impedirgli di ingaggiare pastori e costruire uno steccato per delimitare il pascolo. Le pecore, coscienti del fatto che prima o poi il mago ne avrebbe reclamato la pelle e le ossa non perdevano occasione per dileguarsi nella foresta limitrofa. Dopo qualche tentennamento il mago escogitò un espediente. Ipnotizzò le pecore e disse loro: siete immortali, non vi accadrà mai nulla di male, nel momento stesso in cui vi faranno la pelle proverete senz'altro piacere. Affermò pure di essere un buon maestro, così amorevole da sentirsi disposto a tutto pur di renderle felici. Le suggestionò ancora dichiarando: qualunque disgrazia dovesse accadervi in futuro non capiterà certamente oggi, quindi non pensateci. Infine il mago divise le pecore in gruppi. A ciascuno suggerì una verità differente: di essere leoni, aquile, uomini e persino maghi. Finalmente ogni sua preoccupazione ebbe termine. Le pecore non disertarono, non si rifugiarono più nel bosco. Attesero tranquillamente il momento conclusivo dell'assurda vicenda, il giorno della loro morte.
Le conclusioni di questo discorso sono: tristezza. Per le vittime innocenti delle bombe salvifiche. Per la gente che non si rende conto di essere stata suggestionata, ipnotizzata, confusa, raggirata dalla propaganda reazionaria. Per i popoli che subiscono lo sfruttamento di governi corrotti e sostenuti da forze sovversive, dedite esclusivamente alla realizzazione dei più alti profitti possibili.
La guerra è il riflesso esterno di un conflitto interiore difficile da superare. Affermarlo non significa dichiarare che la pace è un miraggio. La consapevolezza che l'universo spirituale e il mondo fisico sono tutt'uno è il primo passo verso la concordia, l'armonia. L'apparente differenza tra l'eternità e la transitorietà della vita dipende solo dalla prospettiva secondo cui si osserva il fenomeno.
Per realizzare la pace sono necessari sia l'emancipazione individuale che quella collettiva, la conoscenza della propria natura essenziale come l'attuazione di una giustizia etica.
La pace non è assenza di guerra, non è un risultato, non è una conquista. Al contrario, essa è la conseguenza naturale dell'amore e della compassione reciproca.
Un amico mi ha inviato questo articolo sulla Corrida di tori. Anche se è in spagnolo penso che si capisca bene. Grazie, Julio!
MATAR POR DIVERSIÓN (Uccidere per divertimento)
Tal vez hayas oído que la fiesta de los toros es un arte, pero no lo es.... Es una Ciencia...
La ciencia de la Tortura
Nada en la fiesta brava es genuino, solo el dolor!
Se cree valiente pero no lo es; no tiene carácter fuerte.
24 Horas antes de entrar en la arena, el toro ha sido sometido a un encierro a oscuras para que al soltarlo, la luz y los gritos de los espectadores lo aterren y trate de huir saltando las barreras, lo que produce la imagen en el publico de que el toro es feroz, pero la condición natural del toro es huir NO atacar.
También se le han recortado los cuernos para proteger al torero. Le colgaron sacos de arena en el cuello durante horas.
Lo golpearon en los testiculos y los riñones Le indujeron diarrea al poner sulfatos en el agua que bebió. Todo esto es con el fin de que llegue débil al ruedo y en completo desorden. Se le ha untado grasa en los ojos para dificultar su visión y en las patas se le puso una sustancia que le produce ardor y le impide mantenerse quieto, así el torero no desluce su actuación.
Los caballos de los picadores
Se eligen a caballos que ya no tienen valor comercial, por que el animal muere en 3 o 4 corridas a lo mucho, es muy habitual que el animal sufra quebraduras múltiples de costillas o destripamientos. Se les coloca un peto simulando que se les protege, pero en realidad se trata de que el publico no vea las heridas al caballo que con frecuencia presentan exposición de vísceras.
El trabajo del picador
Si el torero percibe que el toro embiste con mucha energía, ordena al picador hacer su trabajo: Consistente en desangrar al toro para debilitarlo, clavándole en el lomo una lanza que destroza músculos (trapecio, romboideo, espinoso y semiespinoso, serratos y transversos de cuello) Lesiona, además, vasos sanguíneos y nervios.
Esto es para que el torero pueda brindar la expresión artística que se supone debe tener este espectáculo.
Un solo puyazo podría destrozar al toro, por eso se hace en tres tiempos "para mayor goce de la afición."
Las banderillas
Las banderillas aseguran que la hemorragia siga; se intenta colocarlas justo en el mismo sitio ya dañado con los ganchos de metal. El gancho se mueve dentro de la herida con cada movimiento del toro y con el roce de la muleta, el peso de las banderillas tiene precisamente esa función.
Algunas banderillas tienen un arpón de 8 cms, y se les llama "de castigo", a las cuales es sometido el toro cuando ha logrado evadir la lanza del picador. Las banderillas prolongan el desgarre y ahondamiento de las heridas internas. No hay límite al número de banderillazos: tantos como sean necesarios para desgarrar los tejidos y piel del toro.
"Demostrando Valor"
La pérdida de sangre y las heridas en la espina dorsal impiden que el toro levante la cabeza de manera normal, y es cuando el torero puede acercarse.
Con el toro ya cerca del agotamiento, el torero no se preocupa ya del peligro y se puede dar el lujo de retirarse del toro después de un pase especialmente "artístico", echando fuera el pecho y pavoneándose al recibir los aplausos del público
Cuando el toro alcanza este estado lastimero, el matador entra en el ruedo en una celebración de bravura y machismo, a enfrentarse a un toro exhausto, moribundo y confundido.
La Espada
El toro es atravesado con una ESPADA de 80 cms de longitud, que puede destrozarle el hígado, los pulmones, la pleura, etc., según el lugar por donde penetre en el cuerpo del animal; de hecho, cuando destroza la gran arteria, el toro agoniza con enormes vómitos de sangre.
A la hora de matar, si el toro corre con un poco de suerte muere de una estocada, pero no como se piensa de una estocada al corazón si no que la espada penetra pulmones y diafragma, a veces una arteria mayor, y de ahí la hemorragia que se aprecia del hocico y de la boca. A veces mueren ahogados en su propia sangre.
La Tortura sigue
El toro, en un intento desesperado por sobrevivir, se resiste a caer, y suele encaminarse penosamente hacia la puerta por la que lo hicieron entrar, buscando una salida a tanto maltrato y dolor. Pero entonces lo apuñalan en la nuca con el DESCABELLO, otra larga espada que termina en una cuchilla de 10 cms. A pesar de estos terribles tormentos, el animal no suele morir de inmediato por su gran fuerza, pero finalmente cae al suelo, porque la espada a ido destrozando sus órganos internos.
asesinos, cobardes...
Lo 'rematan' con la PUNTILLA de 10 cms. con lo que intentan seccionarle la médula espinal, a la altura de las vértebras 'atlas' y 'axis'. El toro queda así paralizado, sin poder siquiera realizar movimientos con los músculos respiratorios, por lo que muere por asfixia, muchas veces ahogado en su propia sangre, que le sale a borbotones por la boca y la nariz.
El Arrastre
DESPUES QUE LE DESTROZAN LAS VERTEBRAS, EL TORO PIERDE CONTROL SOBRE SU CUERPO DESDE EL CUELLO HACIA ABAJO, SIN EMBARGO HACIA ARRIBA SE MANTIENE INTACTO, POR LO QUE ESTA CONCIENTE DE TODO EL HORROR Y DE CÓMO ES ARRASTRADO FUERA DEL RUEDO.
NO SEAS INDIFERENTE A SU DOLOR
No seas participante de estos eventos, no es humano presenciar, esas tradiciones no van con el siglo XXI.
¿Cómo puedes Ayudar?
No asistas a corridas de toros.
No apoyes a políticos, artistas y comunicadores asociados a esta barbarie.
No consumas productos de empresas que los patrocinen.
Pero lo mas importante... Enseña a tus hijos el respeto por los seres vivientes.
Difunde estas imagines, hará que la gente que disfruta de estas fiestas masoquistas; tome conciencia de lo que hace.
Pablo Picasso
Picasso, nato in Spagna (Malaga 1881), ha la sua formazione culturale nella tradizione artistica iberica, avviato in ciò dal padre, insegnante nella scuola d'arte locale. All'età di 10 anni si trasferisce a La Coruña, capoluogo della Galizia, dove frequenta la Scuola d'Arti e Mestieri, ma già nel 1895 viene ammesso all'Accademia di Belle Arti di Barcellona , città alla quale rimarrà sempre legato tanto da sentirsi catalano nel profondo dell'anima Due anni dopo frequenterà la prestigiosa Accademia Reale "S. Ferdinando" di Madrid. Pur essendo molto giovane si sposta con facilità da un luogo all'altro, privilegiando la Catalogna. A Madrid, frequenta soprattutto il Museo del Prado dove si applica nello studio dei grandi capolavori del passato (Velásquez e Goya).
Nel 1900, l'artista, non ancora ventenne, si reca a Parigi dove si stabilirà successivamente. Gli studi di questi anni creeranno le basi di quella che sarà la sua straordinaria capacità di dedicarsi a qualsiasi tipo di espressione artistica.
Dal 1901 al 1904 si individua il cosiddetto "Periodo Blu". Si tratta, come dice il nome stesso, di una pittura giocata sui colori freddi, dove i soggetti umani rappresentati, appartenenti alla categoria degli emarginati e degli sfruttati, sembrano sospesi in una atmosfera malinconica e assumono un'asciutta monumentalità. Successivamente vivrà un periodo Rosa, nel quale è presente un rinnovato interesse per lo spazio ed il volume, ma nel quale la malinconia, per quanto temperata, è sempre presente. I soggetti privilegiati sono saltimbanchi, acrobati o comunque legati al mondo del circo.
Gli ultimi mesi del 1906 lo portano a contatto con la cultura negra , non ancora contaminata da ideologie e condizionamenti sociali. Nel 1907, la mostra retrospettiva dedicata a Cézanne, al Salon d'Automne, gli rivela l'opera di questo grande artista; sempre in questo stesso anno, c'è l'incontro con Braque con il quale inizia un proficuo sodalizio artistico. Da questa loro collaborazione nasce il Cubismo. Un punto d'arrivo del cammino artistico di Picasso sono "Les Demoiselles d' Avignon", opera con la quale abbiamo la premessa del Cubismo.
Nel 1909 Picasso trascorre l' estate in Spagna, e crea i primi paesaggi cubisti, intesi come ricostruzione ideale del volume. Nel suo travaglio artistico sperimenterà varie tecniche (il collage), e del cubismo stesso vivrà vari stadi (protocubismo, cubismo analitico, cubismo sintetico). La durata del periodo cubista è estremamente breve e con la prima guerra mondiale esso può considerarsi definitivamente chiuso. Nel dopoguerra alterna dipinti monumentali a riprese di cubismo sintetico, rivolgendo il suo interesse anche alla grafica e alla scenografia.
Morirà a Mougins nel 1973.
