Da Roma, riporto l'appello per adottare questo cagnolino (dal blog. http://sos-animali.splinder.it/) :

Boss è stato buttato in un cassonetto davanti al rifugio quando aveva pochi
giorni.Ha vissuto per più di due mesi chiuso in una stanza con due cuccioloni di lupo.
Ora che è stato finalmente costruito il nuovo recinto è lì, sempre con loro, ma passa le giornate appeso alla rete in cerca di coccole.
E' vaccinato ed in ottima salute, ma è così bisognoso di affetto che spezza il cuore.
Già due persone si erano offerte di prenderlo e ci hanno ripensato ("Troppo poco simile a un pastore tedesco!" "Ho pensato che preferisco un labrador di razza!"), e lui attende sempre, pieno di speranza.
Vi prego, aiutatemi a trovargli una famiglia che gli dia tutto l'affetto che merita!
Leggerete nei suoi occhi l'amore con cui vi ripagherà.
Per informazioni: Loredana 347 2770685 - l.nunzi@email.it; lnunzi@lycos.it
I tuoi occhi m’interrogano tristi.
Vorrebbero sapere i miei pensieri
come la luna che scandaglia il mare.
Dal principio alla fine ho denudato
la mia vita davanti ai tuoi occhi,
senza nulla celarti o trattenere.
Ed è per questo che non mi conosci.
Se fosse soltanto una gemma,
la romperei in cento pezzi
e con essi farei una catena
da mettere attorno al tuo collo.
Se fosse soltanto un fiore,
rotondo e piccolo e dolce,
lo coglierei dallo stelo
per metterlo nei tuoi capelli.
Ma è il mio cuore, mia diletta.
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo?
Di questo regno tu ignori i confini
e tuttavia sei la sua regina.
Se fosse solo un momento di gioia
fiorirebbe in un facile sorriso,
lo potresti capire in un momento.
Se fosse soltanto un dolore
si scioglierebbe in limpide lacrime,
rivelando il suo più intimo segreto
senza dire una sola parola.
Ma è il mio cuore, amore mio.
Le sue gioie e i suoi dolori
sono sconfinati, e infiniti i suoi
desideri e le sue ricchezze.
Ti è vicino come la tua stessa vita,
ma non puoi conoscerlo interamente.
R.Tagore
| Per il cervello la musica non ha confini Gli schemi cerebrali differiscono per l'addestramento musicale ma non per la familiarità culturale | |
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Feng Shui, la postazione di lavoro ottimale
Molte persone trascorrono gran parte delle proprie ore lavorative sedute alla scrivania. Secondo l'antica disciplina cinese lo stato della scrivania può influire sul lavoro.
Il tavolo dovrebbe essere collocato nel punto più forte del locale, in modo che la schiena sia protetta e lo sguardo possa essere diretto sulla porta e sulla finestra.
Anche ciò che sta di fronte alla postazione di lavoro è estremamente importante poiché aumenta il Chi ed è fonte di ispirazione. Pertanto sono da evitare scrivanie la cui postazione sia di fronte a un muro.
Suddivi la postazione di lavoro in una zona attiva e una passiva. La superficie di lavoro immediatamente di fronte dovrà essere la zona attiva e rimanere quanto più possibile libera. Utilizza tavolini o altri mobili come zone di appoggio passive.
Per ottenere il Bagua della tua scrivania, posiziona "l'entrata" nel punto in cui ti siedi.
Analizzando le varie zone del Bagua, a seconda di che cosa vuoi ottenere, puoi organizzare la scrivania in modo mirato.
Il significato delle zone Bagua:
1 - Carriera (zona del comando, del fare la cosa giusta al momento giusto)
2 - Relazioni sociali e matrimonio (zona del rapporto con gli altri e con i soci d'affari)
3 - Famiglia (zona del rapporto con i genitori o con i superiori)
4 - Ricchezza (zona della ricchezza interiore ed esteriore, del denaro, della soddisfazione)
5 - Centro (zona dell'equilibrio e dell'armonia)
6 - Amici soccorrevoli (zona del sostegno, dei consigli e dei viaggi)
7 - Bambini (zona correlata alla creatività e alla realizzazione personale)
8 - Conoscenza (zona dello studio, della conoscenza psicologica, della contemplazione)
9 - Fama (zona della considerazione e stima che gli altri hanno verso di noi).
Per esempio, se nel tuo lavoro il telefono è un fattore di guadagno determinante, è bene collocarlo nella zona4-Ricchezza, ma può andare bene anche la zona 6-Amici, perché sono ugualmente importanti i buoni contatti con le altre persone.
Il filo del telefono non dovrebbe mai intersecare l'area del tavolo che usi per scrivere. E non dovrebbe nemmeno passare sopra al centro (zona5-Tai Chi) del tavolo.
A causa della sua dimensione il computer blocca, nella maggior parte dei casi, parti fondamentali della scrivania. L'ideale sarebbe sistemarlo su un tavolo laterale oppure nella parte laterale di un tavolo a L. Se ciò non fosse possibile bisognerebbe mettere il blocco contenente l'hard disk sotto il tavolo e posizionare il monitor su un braccio mobile.
Grazie al reticolo disegnato sopra la scrivania, osserva il tuo tavolo e nota quale delle parti manca e quale invece è quella che svolge una funzione utile.
Puoi cercare, per tutte le nove zone, degli strumenti di aiuto che corrispondano allo scopo della zona in questione, ricordandoti che nessuna soluzione è mai totalmente sbagliata.
Ache le forme delle scrivanie sono importanti.
Scrivanie rotonde, a semicerchio, ovali e arrotondate favoriscono la creatività e sono quindi indicate per le attività nelle quali devono essere sviluppate nuove idee, o nelle quali la collaborazione e la comunicazione hanno un ruolo princiaple.
Scrivanie rettangolari e quadrate o comunque con forme lineari sono adatte per i lavori formali, riflessivi, analitici e di contabilità.

Occorrono 100.000 firme per fermare la caccia: aiutiamo la LIPU, salviamo la natura!
TE DESNUDAS IGUAL
Te desnudas igual que si estuvieras sola
y de pronto descubres que estás conmigo.
¡Cómo te quiero entonces
entre las sábanas y el frío!
Te pones a flirtearme como a un desconocido
y yo te hago la corte ceremonioso y tibio.
Pienso que soy tu esposo
y que me engañas conmigo.
¡Y cómo nos queremos entonces en la risa
de hallarnos solos en el amor prohibido!
(Después, cuando pasó, te tengo miedo
y siento escalofrío.)
Jaime Sabines
SIN VOZ, DESNUDA
Sin armas. Ni las dulces
sonrisas, ni las llamas
rápidas de la ira.
Sin armas. Ni las aguas
de la bondad sin fondo,
ni la perfidia, corvo pico.
Nada. Sin armas. Sola.
Ceñida en tu silencio.
«Sí» y «no», «mañana» y «cuando»,
quiebran agudas puntas
de inútiles saetas
en tu silencio liso
sin derrota ni gloria.
¡Cuidado!, que te mata
—fría, invencible, eterna—
eso, lo que te guarda,
eso, lo que te salva,
el filo del silencio que tú aguzas.
Pedro Salinas

foto di Eduardo Segura
L’udito è il senso di gran lunga più importante e quindi più sviluppato nei Cetacei. Questi animali infatti, vivono in un mondo dominato da suoni e l’acqua propaga con grande facilità le onde sonore.
Molti forse conoscono i “canti” delle Megattere, ma non sono le sole tra i cetacei a “cantare”. Tutti i Cetacei infatti emettono dei suoni, con cui comunicano, si orientano e individuano le loro prede. Gli strumenti che si utilizzano per raccogliere i rumori sottomarini si chiamano idrofoni e collegati ad un amplificatore posizionato su una imbarcazione, trasmettono i segnali ad un registratore. Il loro uso in campo cetologico, insieme agli strumenti elettronici di analisi del suono, è di grande importanza e sta aprendo un nuovo mondo verso la conoscenza di questi animali così difficilmente osservabili. Ascoltare quello che succede sott’acqua è una esperienza unica, e ci si rende conto della vita frenetica che si svolge a nostra insaputa nell’apparente silenzio delle profondità marine.
Uno dei solisti d’eccezione nel mare è il Tursiope; questa specie possiede infatti un notevole repertorio di suoni e fischi per comunicare: utilizza i suoni a bassa frequenza, principalmente per la comunicazione sociale; mentre quelli ad alta frequenza, soprattutto per l’ecolocalizzazione.
Con questo termine s’intende un capacità sviluppata, soprattutto negli Odontoceti, di utilizzare gli ultrasuoni e gli echi (una sorta di “sonar”) per sondare l’ambiente: viene impiegato soprattutto per la navigazione, l’orientamento e la ricerca di cibo.
L’animale emette onde sonore che incontrando un ostacolo, vi rimbalzano. Dagli echi riflessi il delfino è in grado di risalire alla posizione, alla forma e alla distanza dell’oggetto. Il vero sistema di ecolocalizzazione proviene da tre sacche aeree disposte nella testa. Grazie ai muscoli dello sfiatatoio, l’aria passa dalla sacca superiore verso le sacche intermedie e inferiori producendo uno schiocco. Questo suono è allora trasmesso dal melone, una massa di tessuto adiposo, che agisce come una lente acustica. Il delfino fa variare la frequenza di emissione deformando le sacche aeree e può emettere fino a 1200 schiocchi al secondo. Quando i “click” di ecolocalizzazione incontrano un ostacolo, tornano indietro al delfino che li riceve attraverso la mascella inferiore. Queste informazioni si propagano per mezzo di un olio molto fluido e arrivano ad una sorta di finestra acustica in contatto con l’orecchio interno.
I suoni generati dagli Odontoceti, sono caratterizzati in genere da una frequenza più elevata e sono assai più diversificati rispetto a quelli prodotti dai Misticeti che verosimilmente, vengono prodotti nella regione nasale. I ricercatori hanno individuato tre principali tipologie di suoni di questo gruppo:
- fischi: sono continui e a frequenza variabile, vengono impiegati principalmente per la comunicazione sociale. Alcune specie di delfini possiedono addirittura la capacità di distinguere gli individui tra loro grazie al cosiddetto “fischio firma”; mentre le Orche sembra che siano dotate di veri e propri “dialetti”, che permettono il riconoscimento di membri appartenenti a diversi gruppi;
- scricchiolìo: una serie di suoni ad impulsi, ripetuti in modo talmente frequente, da sembrare un unico suono continuo: l’effetto risultante è appunto simile a degli scricchiolii;
- click: larga banda di frequenza, vengono utilizzati soprattutto per l’ecolocalizzazione.
Abbi pietà di me
Abbi pietà di me che sto lontana
che tremo del tuo futile abbandono,
tienimi come terra che pur piana
dia nella pace tutto il suo perdono
od anche come aperta meridiana
che dia suono dell'ora e dia frastuono,
abbi pietà di me miseramente
poichè ti amo tanto dolcemente.
ALDA MERINI